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Progetto Chernobyl Nata nel 1994, la campagna "Progetto Chernobyl" di Legambiente ha già aiutato, ospitandoli in Italia per un mese, 10.000 bambini provenienti dalle zone colpite dalle radiazioni. Vivere per un breve periodo di tempo in zone non contaminate e alimentarsi con cibi privi di radionuclidi permette ai bambini di perdere fino al 50% della radioattività assorbita e riduce il rischio di contrarre patologie collegabili al fall-out seguito all’esplosione della centrale avvenuta nel 1986. Questa campagna viene rivolta ai bambini sani, di età compresa tra gli 8 e i 12 anni, che vivono nelle zone contaminate in Bielorussia, Russia e Ucraina. I bambini a rischio sono 800.000: pur non affetti da patologie si nutrono quotidianamente di alimenti radioattivi. Lo scopo della nostra campagna è favorire l’infanzia ospitando ogni anno bambini diversi al fine di dare a tutti la possibilità di recarsi all’estero. La memoria che sopravvive La centrale esplosa nel 1986 è stata per tutto il mondo la dimostrazione delle conseguenze dell’uso del nucleare sulla vita dell’ambiente e delle persone. All’epoca, Chernobyl diventò un simbolo ed al tempo stesso un monito per il futuro, la classica "lezione di storia", ma la realtà di oggi è un’altra: il sarcofago di cemento costruito per isolare il reattore esploso è instabile ed il tetto è a rischio di crollo; sulla sua superficie sono stati individuati 1.000 metri quadrati di buche e crepe da cui fuoriesce gas radioattivo. Come partecipare al Progetto Chernobyl Si può partecipare al Progetto Chernobyl candidandosi ad ospitare presso la propria famiglia un bambino, aderendo ad un Circolo di Legambiente Solidarietà, od organizzandone uno nuovo. Per informazioni e adesioni contattare Legambiente Emilia-Romagna |