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Campagna contro il bracconaggio
Un’accentuata sensibilizzazione alla lotta al bracconaggio (fenomeno
che nell’ultimo anno ha avuto un successo di repressione a due cifre, con
un aumento del 50% rispetto al ‘98) è al centro di un progetto pilota
affidato dalla Regione Emilia-Romagna alla Provincia di Bologna. L’iniziativa
coinvolge oltre alla Regione, che ha stanziato 30 milioni di lire, l’Assessorato
Provinciale alla pianificazione faunistica, la Polizia Provinciale per
la repressione dei relativi reati, Legambiente e tutte le associazioni
di volontariato o di categoria interessate.
Il progetto prevede una campagna su Tv locali e regionali, un opuscolo
realizzato in 30mila copie sulle varie forme di bracconaggio e come contrastarlo,
incontri-studio sul fenomeno e la formazione di istruttori-insegnanti da
inserire nei vari corsi a carattere ambientalista, agricolo e venatorio.
Alla luce dei risultati riguardanti il territorio bolognese, tra un anno
l’esperienza poi potrà diffondersi nel resto della regione.
Il bracconaggio è punito dalla legge e si prevedono sanzioni
amministrative (da 300 a 900mila lire) e penali. Ne fanno le spese cinghiali,
daini, caprioli, persino cervi e fuori dai periodi leciti alla caccia anche
lepri e altrimenti volatili e pesci. Il fenomeno si sta allargando e dunque
occorre una più approfondita educazione oltre ad utili segnalazioni
ai corpi di vigilanza.
Nel corso dell’incontro stampa - presenti tra gli altri l’Assessore
alla Pianificazione Faunistica della Provincia di Bologna, Nerio Scala,
e per Legambiente Irene Montanari - è stato fatto poi il punto sulla
lotta ai cosiddetti "bocconi avvelenati" che hanno ucciso
di recente animali d’affezione e selvatici. Lo scorso anno sono state attuate
35 denunce di avvelenamento (11 i casi di stricnina) in tutta la provincia.
Ma si è convinti che il fenomeno sia ben più ampio. Sono
stati circoscritti i territori di Sala Bolognese, Anzola, Castello di Serravalle
e Casalecchio, ma occorrono più puntuali segnalazioni ai vari istituti
zooprofliattici per le analisi e per meglio localizzare il fenomeno, da
parte soprattutto dei proprietari degli animali (in particolare cani) colpiti
e spesso "dimenticati" nell’indicazione alle autorità
competenti.
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