|
Monitoraggio dei campi elettromagnetici
Inizieranno nei prossimi giorni i rilevamenti a Bologna
A giorni inizierà a Bologna il monitoraggio dei campi elettromagnetici
nelle vicinanze di antenne di telefonia mobile, per comunicazioni radiotelevisive
e di elettrodotti. Si tratta di una iniziativa che - oltre a Bologna -
si svolgerà anche a Napoli sulla base di una scelta di Legambiente.
Legambiente vuole acquisire ulteriori elementi di conoscenza e dare
un supporto ai cittadini - spesso riuniti in comitati - che si battono
contro questo tipo di inquinamento, che si aggiunge a quello prodotto dalle
polveri da traffico, al benzene, ai rumori. Lo scopo è di ottenere
l’attenzione delle autorità sulla compatibilità ambientale
degli impianti, a partire dalla piena applicazione delle normative esistenti
soprattutto per quanto riguarda le operazioni di bonifica delle situazioni
non regolari. Non basta infatti la moratoria per i nuovi impianti: si rende
necessario rimuovere ciò che minaccia la salute dei cittadini esposti.
Alla scelta dei siti da verificare e ai controlli sulle misurazioni
che saranno effettuate sul piano tecnico dall’Arpa, dirette e organizzate
dal Circolo Legambiente di Bologna, parteciperanno anche gruppi di cittadini
e i comitati, in modo da ottenere il risultato più obiettivo possibile
e evitare sia allarmismi che sottovalutazioni dei livelli effettivi di
rischio. Questo è l’accordo cui si è pervenuti sulla base
delle proposte avanzate da Legambiente e anche delle perplessità
esposte da cittadini che hanno partecipato alle riunioni preliminari nelle
quali l’iniziativa è stata presentata.
"Siamo pervenuti - ha dichiarato Luigi Rambelli, Presidente
Regionale di Legambiente - ad una disponibilità piena dei comitati
a collaborare alla scelta dei siti e a dare una mano perché i controlli
siano fatti come si deve".
"A chi ventilava la possibilità che le operazioni di
monitoraggio potessero essere distorte dalle società concessionarie
con manovre di spostamento temporaneo del traffico su ripetitori non inclusi
fra quelli sotto esame - ha aggiunto Rambelli - abbiamo risposto
che se ci trovassimo di fronte a ripetitori con alta potenzialità
dichiarata e scarso traffico non ci resterebbe altra scelta che chiederne
immediatamente la disattivazione in quanto inutili".
|