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Tel. Verde

Elettrosmog: nessuna emergenza a Bologna
Ma è necessario risanare alcune zone vicino agli elettrodotti

Nessun valore preoccupante. Tranne alcuni dati superiori al livello di attenzione misurati in siti interessati da elettrodotti, tutti i risultati del monitoraggio dell’inquinamento elettromagnetico a Bologna rientrano nei limiti di legge, delineando una situazione non problematica.

I risultati del monitoraggio, realizzato dall’Arpa nell’ambito di un progetto di Legambiente e Omnitel, sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Bologna.

I rilevamenti - 88 punti di misurazione in 10 aree della città - sono stati effettuati in zone scelte dai comitati cittadini, escludendo i punti maggiormente critici per i quali sono in corso le indagini della magistratura.

Il monitoraggio ha riguardato 4 aree vicine a fonti a bassa frequenza, cioè impianti per la conduzione di energia elettrica (elettrodotti); 2 zone vicine ad antenne per radiotelecomunicazioni; 5 aree vicine ad impianti per telefonia mobile.

"Siamo contenti - ha dichiarato Claudio Dellucca, Responsabile della campagna - di aver trovato dati abbastanza tranquillizzanti. Il boom dell’installazione di questi impianti, il ritardo con cui è stato affrontato il problema e le incertezze sui possibili effetti sanitari hanno creato apprensione nella popolazione, tanto che l’elettrosmog sembra essere divenuta la vertenza ambientale-sanitaria maggiormente sentita dai cittadini. Per rispondere a questa esigenza, il monitoraggio che abbiamo effettuato ha riguardato abitazioni, aree scolastiche e attività di diverso tipo interessate dalla presenza di impianti con campi elettromagnetici. Certo bisogna tenere alto il livello di sorveglianza, specie in vicinanza di antenne radio-tv, che in molti altri casi rappresentano le situazioni più a rischio".

"Grazie alle pressioni del mondo ambientalista - ha dichiarato Francesco Ferrante, Direttore Generale di Legambiente - la legge contro l’inquinamento elettromagnetico è stata recentemente approvata. La salute dei cittadini sarà quindi maggiormente tutelata, mentre le regole per lo sviluppo tecnologico degli impianti che generano campi elettromagnetici saranno stabilite con la necessaria chiarezza. Mancava infatti in Italia uno strumento per regolamentare l’intera materia. È necessario ora definire rapidamente i nuovi limiti per gli elettrodotti e le priorità per le operazioni di risanamento tramite l’individuazione delle situazioni a rischio ed emanare al più presto i due decreti attuativi sulla tutela della popolazione a campi elettromagnetici a basse frequenze e quello per i lavoratori, che dovevano essere varati entro il 31 Dicembre 2000. L’Italia oggi si pone quindi tra i Paesi europei all’avanguardia in materia di tutela ambientale e sanitaria attuando quel principio precauzionale richiamato dal trattato dell’Unione Europea".

I risultati del monitoraggio

Elettrodotti. In tutte le posizioni di misura sia esterne che all’interno di ambiente abitativi, i valori misurati di campo elettrico e di induzione magnetica e le stime di induzione magnetica evidenziano una situazione di esposizione inferiore ai limiti previsti dall’art. 4 del DCPM 23/4/92 (100 microtesla per l’induzione magnetica e 5 KV/m per il campo elettrico); si evidenziano però, sia in riferimento ai valori misurati che alla stime Bmed 2001, superamenti dei valori indicati come di cautela (0,5 microtesla) e come obiettivo di qualità (0,2 microtesla) indicati anche nella Legge Regionale 30/2000.

Radio TV. In tutte le posizioni di misura sia interne che esterne, i valori di campo elettromagnetico misurati risultano inferiori sia al limite di 20 V/m che al valore di cautela di 6 V/m previsti dalla normativa vigente (DM 381/98).

Stazioni Radio Base (Cellulari). Sono state monitorate aree nelle quali sono presenti stazioni radio base TIM, Blu e Omnitel. In tutte le posizioni di misura, sia interne che esterne, i valori di campo elettromagnetico misurati risultano inferiori sia al limite di 20 V/m che al valore di cautela di 6 V/m previsti dalla normativa vigente (DM 381/98).