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Energia, basta con la febbre
da centrali
Emilia-Romagna, serve un piano energetico regionale
Legambiente Emilia-Romagna condivide la decisione della Provincia di
Bologna di non prevedere nel piano energetico di competenza la costruzione
di nuove centrali termoelettriche sul territorio bolognese.
Con questa posizione vengono poste le basi per porre un freno alla "febbre
da centrale" determinatasi in seguito al decreto del Ministro
Marzano che concedeva in pratica "via libera" alla costruzione
di centrali per la produzione energetica, senza considerare l’effettivo
bisogno.
Purtroppo questa "febbre" si è ormai diffusa
a macchia d’olio anche nella nostra Regione. Nell’area bolognese continuano
le pressioni di alcuni Comuni e dell’Azienda Seabo Spa e altre entità
paraistituzionali tese a forzare la mano ai decisori per arrivare alla
costruzione di centrali termoelettriche.
Legambiente è preoccupata di queste tensioni in parte esplicite
e in parte sotterranee e contrapposte che interessano il tessuto politico-amministrativo.
Le tensioni attuali sono dovute in parte anche all’assenza di un Piano
Energetico Regionale che serva a dare veste ufficiale alle intenzioni del
Governo Regionale in materia energetica. Per questo Legambiente rilancia
la proposta già avanzata e anche apprezzata dalla Giunta Regionale,
per il varo di un piano energetico regionale, un programma concreto di
risparmio dell’energia, una gestione razionale della distribuzione dell’energia
alla stregua di quanto hanno fatto i paesi più avanzati e la soddisfazione
del fabbisogno reale con il ricorso massiccio a fonti di energia rinnovabile
(idroelettrico, fotovoltaico, solare termico, eolico, biomasse).
È convinzione precisa di Legambiente che le localizzazioni degli
impianti debbano riguardare aree nelle quali sia possibile l’uso del teleriscaldamento
o del vapore prodotto in modo da ridurre lo spreco di energia. Riteniamo
inoltre necessario il ricorso il più possibile a centrali di piccola
taglia in modo da ridurre la dispersione energetica e il pesante inquinamento
elettromagnetico derivante da mastodontici impianti per il trasporto dell’elettricità.
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