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Cielo in un'aula o in una gabbia burocratica?
Legambiente protesta per un convegno tutto istituzionale

La convocazione della "rassegna dei progetti di educazione ambientale nelle scuole della Provincia di Bologna" che si svolge dal 26 al 30 Novembre è l’occasione di una puntualizzazione di Legambiente sul rapporto tra istituzioni e società civile e in particolare con il mondo del volontariato.

"Evidentemente - ha dichiarato Massimo Becchi, Responsabile Scuola e Formazione di Legambiente Emilia-Romagna - alla Provincia di Bologna, al Provveditorato agli Studi e al Comune non piace che le associazioni non governative possano esprimere opinioni sul modo in cui si fa educazione ambientale nelle scuole e presentare le proprie esperienze".

Non si spiega altrimenti la scelta di relegarne la partecipazione, non si sa quanto attiva, ad un workshop per la definizione partecipata dei contenuti del prossimo bando di finanziamento di progetti nell’ambito del Piano Provinciale di Educazione Ambientale. Ed ancora peggio si ignora il fatto che l’iniziativa più larga, maggiormente rappresentativa ed esemplare sull’inquinamento atmosferico in tutta Italia è stata realizzata proprio da Legambiente Emilia-Romagna sia nel 1999 (sul benzene) che nel 2000 (sulle polveri respirabili) proprio con le scuole elementari e medie, con l’utilizzazione dell’ARPA e delle USL come strutture tecniche qualificate di intervento. Sia la Regione che la Provincia di Bologna non possono neppure dire di non saperne nulla in quanto le due iniziative si sono svolte in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna e nell’ambito dei programmi Infea. Legambiente ritiene che si sia persa una ulteriore occasione per riconciliare le istituzioni e la società civile. Tante altre iniziative ed esperienze meritevoli di associazioni e strutture educative avrebbero potuto essere illustrate e si trovano escluse in quanto non promosse direttamente da istituzioni.

"Evidentemente - ha dichiarato Luigi Rambelli, Presidente di Legambiente Emilia-Romagna - nonostante le promesse e i giuramenti fatti dopo le proteste degli anni scorsi, la realizzazione e lo svolgimento dell’iniziativa "il cielo in un’aula" mantengono volontà inaccettabili. Da tempo sosteniamo che il progetto "scuolambiente", finanziato da risorse pubbliche in primo luogo della Provincia e di alcune aziende ex municipalizzate (Seabo e Atc), è superato, frutto di ideologie di altri tempi. Non si capisce perchè ci si ostini a tenere la porta chiusa al terzo settore (cooperative sociali, associazioni di volontariato, associazioni ambientaliste e dei consumatori) secondo logiche incomprensibili di esclusione delle iniziative autonome della società civile e di rifiuto del principio di sussidiarietà fra pubblico e privato che a parole si dice di voler diffondere".