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Tel. Verde

L'inquinamento luminoso

Su tutto il territorio nazionale vengono quotidianamente sperperate somme ingenti a causa dell'errata progettazione, realizzazione e utilizzazione della stragrande maggioranza degli impianti di illuminazione esterna, sia pubblica che privata.

I dati forniti dalla International Dark-Sky Association di Tucson, Arizona (il massimo organismo di studio sul fenomeno dell'inquinamento luminoso), e confermati (per quanto riguarda il nostro Paese) dalla Commissione Italiana di Studio su questo problema, che opera presso l'Osservatorio Astronomico di Campo Catino (FR) per conto della Società Astronomica Italiana, dimostrano che il 30% dell'energia elettrica impiegata per il funzionamento degli impianti di illuminazione viene utilizzata erroneamente e quindi sprecata per illuminare il cielo.

Tutto questo provoca un grave danno per le attività di ricerca astronomica svolte dagli osservatori e va nella direzione contraria a quella del risparmio energetico previsto dalle leggi dello Stato Italiano, oltre che al buon senso comune.

I dati dei ricercatori quantificano in circa 3-400 miliardi di lire la somma che ogni anno il nostro Paese potrebbe risparmiare se per l'illuminazione pubblica e privata venisse adottata una seria politica di consumi intelligenti.

Le misure necessarie sono:

  1. utilizzazione di lampioni con ottiche non disperdenti luce lateralmente ed in alto o comunque schermati;
  2. adozione di dispositivi in grado di ridurre il flusso di potenza ed il numero di punti luce funzionanti durante le ore centrali della notte;
  3. impiego di lampade ad alta efficienza come quelle al sodio ad alta e bassa pressione;
  4. divieto di orientare sorgenti di luce verso l'alto od in modo errato al di fuori dei casi e degli scopi in cui ciò sia realmente necessario (e comunque sempre secondo prescrizioni definite);
  5. adozione di lampade con potenza adeguata anche in ordine al numero delle stesse e alle esigenze reali cui sono destinate (e non sovradimensionate come purtroppo capita molto spesso).

Per fronteggiare e mettere argine all'inquinamento luminoso sulla base di quanto altri paesi hanno già iniziato a fare (ad esempio la comunità di Los Angeles) è stata presentata alla Camera dei Deputati una proposta di legge di iniziativa parlamentare (a firma Calzolaio e Lorenzetti).

La proposta di legge prevede una regolamentazione degli impianti di illuminazione pubblica e privata che tuteli dall'inquinamento luminoso senza influire sulla qualità del servizio e sulla sicurezza delle strade e delle nostre città. Indica inoltre i compiti che Regioni, Province e Comuni devono assumere, anche in base alla normativa vigente relativa alla promozione del risparmio energetico ed in particolare al cosiddetto "Piano Energetico Nazionale".

Ai Centri di Ricerca viene invece assegnata la funzione di monitoraggio delle luci presenti in un raggio di 25 km dagli osservatori astronomici.

Per ulteriori dettagli: la Proposta di legge è stata presentata il 9 maggio 1996, con il numero 174, alla Camera dei Deputati.