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L'Italia del disagio abitativo
50 comuni della regione nella mappa dell'Italia che
si spopola
Anche in Emilia Romagna accanto alle città dello sviluppo e del
boom, dei supermercati, delle aree industriali e artigianali, della congestione
e dello stress, del traffico caotico e dell’aria inquinata, c’è
un’altra Italia, quella minore, che invecchia, che si spopola, dalla quale
spariscono gli Uffici Postali, le scuole, i presidi sanitari, i negozi.
È quanto emerge dalla mappa del disagio insediativo disegnato per
Legambiente e Confcommercio da SERICO - Gruppo Cresme.
Questa mappa comprende anche 50 comuni dell’Emilia Romagna (il 14,7%
dei 341 comuni della Regione), con il 2,5% della popolazione della regione
è localizzata lungo la dorsale appenninica e interessa il basso
ferrarese. Vi sono compresi: 1 comune della Provincia di Bologna (Camugnano),
3 di Ferrara (Jolanda di Savoia, Mesola, Migliaro), 3 di Forlì (Sogliano,
Portico, Premilcuore), 3 di Modena (Frassinoro, Polinago e Riolunato),
16 della Provincia di Parma (Albareto, Bardi, Bedonia, Berceto, Bore, Compiano,
Corniglio, Monchio alle Corti, Neviano degli Arduini, Palanzano, Pellegrino
Parmense, Terenzo, Tizzano, Valmozzola, Varzi), 18 di Piacenza (Besenzone,
Bettola, Bobbio, Caminata, Cerignale, Coli, Corte Brugnatella, Farini d’Olmo,
Ferriere, Gropparello, Morfasso, Ottone, Pecorara, Piozzano, Travo, Vernasca,
Zerba, Ziano), 4 di Reggio Emilia (Collagna, Ligonchio, Villa Minozzo,
Ramiseto), 2 in Provincia di Rimini (Gemmano, Montefiore Conca. I 2830
comuni individuati (fra i quali i 50 dell’Emilia Romagna) sono stati divisi
in più categorie.
Nella categoria 4 sono stati raggruppati i comuni "statici"
(in Regione quelli di Jolanda, Migliaro, Sogliano al Rubicone, Besenzone,
Gemmano e Montefiore Conca). Gli altri comuni dell’Emilia-Romagna oggetto
dell’indagine sono nel gruppo 7 (comuni dell’anzianità). Qui solo
il 10% della popolazione ha meno di 14 anni (la media nazionale è
del 16%); gli anziani sono il 29%, i laureati appena l’1,4%, ogni due case
una non è occupata. Gli alunni sono solo 51 su mille abitanti contro
una media nazionale di 155 unità. Le aree del disagio insediativo
sono state individuate mediante l’acquisizione di informazioni relative
a 53 indicatori raggruppati in 7 famiglie principali (dati strutturali
e di popolazione, istruzione, assistenza sociale e sanitaria, produzione,
commercio e pubblici esercizi, turismo e ricchezza). Nei comuni individuati
calano le nascite, aumenta lo spopolamento, chiudono i piccoli esercizi
commerciali. Per quanto riguarda le scuole, classi semivuote vengono accorpate,
in molti casi si chiudono gli istituti; una visita medica specialistica
si può fare soltanto tramite spostamenti in città vicine,
altrettanto se si ha bisogno degli Uffici Postali, delle farmacie, degli
sportelli bancari.
Queste situazioni penalizzano fortemente le scelte abitative delle giovani
coppie e del turismo (specie quello della terza età). Si tratta
però di aree con "una marcia in più", privilegiate
dalle attività tradizionali, dei prodotti tipici, del turismo rurale,
uso più corretto del territorio e rispetto del paesaggio. Si tratta
di un patrimonio culturale e ambientale che rappresenta una vera e propria
ricchezza per il nostro paese spesso collocato a ridosso di aree protette
e parchi naturali che sono un vasto bacino di "ricchezza"
grazie allo sviluppo del turismo rurale, in grado di fornire spazi alternativi
e non omologati sfruttando una giusta combinazione di fattori locali ed
esogeni, nonché nel settore dell’agricoltura ripensata secondo pratiche
biodinamiche meno inquinanti. Il commercio locale costituisce poi un sistema
efficiente ridurre il rischio di marginalizzazione delle popolazioni rurali,
che devono poter disporre di un’ampia gamma di servizi in loco, per rinascere
e diventare un valore per il rilancio di territori più vasti.
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