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Seconda festa Nazionale dei Piccoli Comuni
Monumenti aperti, mostre e degustazioni in tutta la regione

Si è festeggiata in tutta la regione la Giornata Nazionale dei Piccoli Comuni, sotto l’alto patrocinio del Presidente della Repubblica. Celebrazioni, feste di piazza ed altri eventi in quasi 100 località dell’Emilia Romagna, su iniziativa delle amministrazioni comunali, dei parchi regionali, delle Comunità Montane, di Associazioni ed Enti, della Federazione Regionale dei Coltivatori Diretti. Hanno aderito anche alcuni comuni che proprio piccoli non sono, come S. Lazzaro e Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna e Vignola nel Modenese. L’iniziativa gode del patrocinio di tutte le Amministrazioni Provinciali, della partecipazione di una miriade di associazioni ed enti e della collaborazione fattiva dell’Enel che ha messo a disposizione dei piccoli comuni dell’Emilia Romagna che le richiederanno 16.000 lampadine a basso consumo.

A Lizzano in Belvedere, il Comune dell’Appennino Bolognese dove 6 hotel (con circa 300 posti letto) hanno aderito da alcuni anni all’Ecolabel Legambiente Turismo, si è svolta con la prima assemblea regionale dei "Piccoli Comuni" alla quale oltre al Sindaco Sergio Polmonari, sono intervenuti, Luigi Rambelli, Presidente di Legambiente Emilia-Romagna, Massimo Becchi, della direzione regionale di Legambiente, la Provincia di Bologna con Andrea De Maria, la Giunta Regionale con Flavio del Bono, l’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) con Massimo Marchignoli, sindaci e presidenti di Comunità Montane e Parchi Regionali.

Dall’assemblea è scaturita la proposta di una Carta di Intenti dei Piccoli Comuni, ed è stata approvata una prima bozza che sarà sottoposta nelle prossime settimane ai consigli comunali a partire dai 165 comuni inferiori ai 5000 abitanti situati nella Regione Emilia Romagna. La "Carta di Lizzano", come è stata "battezzata", comprende gli intenti che uniranno le piccole comunità, nell’affrontare i problemi che sono stati illustrati a partire dall’intervento del Sindaco di Lizzano (la scarsità di risorse finanziarie che vede quasi tutti i comuni di montagna con i conti in rosso causa le spese per la rimozione della neve, le azioni per salvare le scuole, i servizi, i negozi, gli uffici postali minacciati di chiusura).

I 10 punti della Carta di Lizzano parlano di: difesa della qualità della vita, dell’ambiente e del paesaggio; risparmio idrico ed energetico; produzione di elettricità da fonti rinnovabili; riduzione dei rifiuti; garanzia di una mobilità delle persone meno inquinante; promozione di attività produttive adatte al territorio (edilizia non invasiva, restauri, agricoltura e turismo di qualità, attività artigianali, innovazione che valorizzi e non stravolga). E poi, ancora, difesa dei servizi, tutela dell’istruzione a partire dalla difesa delle scuole dalle minacce di chiusura, diritto alla comunicazione moderna, incentivazione del lavoro giovanile, promozione della coesione sociale. Particolare enfasi è stata data alla decisione di richiedere una maggiore eguaglianza delle piccole amministrazioni con quelle delle città più grandi.