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Tel. Verde

Costruzione in cima al colle di Covignano
Legambiente ha chiesto chiarimenti a Comune e Provincia

Come mai è possibile una costruzione pluripiano in cima al Colle di Covignano? Per di più a due passi da tralicci per antenne? Dopo aver ricevuto numerose segnalazioni, Legambiente Emilia Romagna ha chiesto al Sindaco del Comune di Rimini, al Presidente della Provincia e all’ARPA la spiegazione di come mai sia stato possibile concedere una concessione per la costruzione in cima al Colle.

Il riferimento è alle costruzioni in via di ultimazione sul Colle di Covignano sulla base di una concessione del Comune di Rimini (la numero 666/97 del 2/7/98) in un’area coperta da anni di vari vincoli paesaggistici che delimitano la possibilità di costruire causa problemi riferiti a servitù (antenne di trasmissione e ripetitori) che ambientali. Le segnalazioni ricevute da Legambiente riferiscono di giusti divieti frapposti alla semplice richiesta di modificare la dimensione delle finestre, mentre in questo caso si è di fronte addirittura alla costruzione di un immobile di rilevanti dimensioni, sia sotto che sopra terra, per di più con una concessione che si riferisce ad un restauro conservativo che non pare possa contemplare la possibilità di costruire un edificio pluripiano.

Legambiente, nella lettera inviata al Sindaco (e per conoscenza al Presidente della Provincia in relazione alla sue funzioni in materia urbanistica), ha chiesto sulla base di quali elementi sono state rilasciate concessioni alla Immobiliare Colle del Paradiso e alla Immobiliare del Colle per lavori di restauro e ripristino conservativo; perchè sono sorte queste costruzioni quando le fonti di Legambiente riferiscono di una presenza antica di un edificio ad un piano (la Villa dei Conti Palloni andata distrutta da eventi bellici della seconda guerra mondiale); gli eventuali elementi di ricostruzione storica sugli edifici preesistenti.

Legambiente ha poi rilevato che sono stati effettuati in epoca recente lavori di vero e proprio sbancamento della somma del Colle scavando trincee profonde qualche metro e che non sono indicati sui cartelli di cantiere presenti nei pressi del cancello d’ingresso nè il giorno di inizio nè quello di fine lavori. Un altro interrogativo è riferito alla estrema prossimità (qualche metro) fra le costruzioni in corso di ultimazione e il rispetto dovuto a strutture metalliche presenti, portatrici di ripetitori radiotelevisivi e di telefonia.

Legambiente ha chiesto a questo proposito se siano state valutate le distanze di rispetto dovute alla presenza di strutture generatrici di onde elettromagnetiche, se queste siano state verificate, considerate e come sia stato possibile ritenere ammissibile una concessione per attività che comporteranno evidentemente la presenza di persone per periodi di tempo piuttosto lunghi. Legambiente ha chiesto perciò di avere copia della concessione edilizia e dei pareri delle soprintendenze, delle valutazioni sulla compatibilità fra la concessione e i vincoli eventualmente presenti nella zona di conoscere la destinazione d’uso delle costruzioni in via di realizzazione e termine dei lavori.