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Piano energetico in Emilia-Romagna
Proposte di Legambiente per l'utilizzo razionale dell'energia

In Emilia-Romagna come in molte regioni d’Italia non c’è un Piano Energetico Regionale. Legambiente ha avanzato proposte che individuano nella "sostenibilità" il principale obiettivo da raggiungere. Al di là delle belle parole e delle promesse, non c’è attualmente, nella regione Emilia-Romagna, un’azione volta a sostenere un utilizzo intelligente e razionale delle risorse energetiche, mentre c’è la possibilità di farlo nel presente, ed avere un miglioramento della qualità della vita, una più accorta gestione delle risorse, un calo dell’inquinamento.

Claudia Castaldini, Responsabile Energia di Legambiente Emilia-Romagna ha presentato assieme ai dirigenti regionali di Legambiente e a Massimo Serafini, della Segreteria Nazionale, una serie di proposte per ridurre la dipendenza dalle fonti energetiche fossili tradizionali e quindi dal petrolio. Le proposte di Legambiente riguardano il risparmio, l’efficienza energetica e la diversificazione delle fonti. Si tratta di misure efficaci ed immediatamente applicabili che possono consentire di raggiungere l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra del 6,5% come richiesto dal Protocollo di Kyoto e una riduzione della dipendenza dal petrolio.

La Regione Emilia Romagna è sostanzialmente arretrata rispetto alle altre Regioni Europee di pari importanza. Servono una serie di azioni per modificare radicalmente la situazione esistente, orientandola verso efficienza e sostenibilità del sistema energetico. Questo significa anche diminuzione dell’inquinamento atmosferico e della congestione da traffico, riduzione dei costi, innovazione tecnologica, maggiore occupazione e miglioramento della qualità della vita rispettando gli obblighi della legge 10/91 e gli accordi internazionali (Kyoto ‘97).

"Le Regioni e gli Enti Locali - ha detto Massimo Serafini - hanno gli strumenti per intervenire, per quanto di loro competenza, nel quadro del nuovo federalismo amministrativo in base alle leggi 59/97, D.L. 112/98, D.L. 79/99 e allo stesso Programma Regionale per la Tutela dell’Ambiente da realizzarsi in relazione ai piani di settore, tra cui il Piano Energetico Regionale, il Piano Regionale Integrato dei Trasporti e il Piano Territoriale Regionale".

Legambiente ha fatto anche un po’ di conti e valuta che al 2003 - 2005, sia possibile ridurre il deficit di energia elettrica regionale di quasi 1500 GWh/a e al 2010 - 2012, di più di 4000 GWh/a; che al 2003 - 2005, sia possibile ridurre i consumi complessivi di fonte energetica primaria di una quantità superiore a 1 Mtep.

"Al 2010 - 2012 - ha affermato Claudia Castaldini - riteniamo che sia possibile ridurre i consumi di una quantità compresa tra 2.5 e 3 Mtep. Si tratta, nel primo caso, di una riduzione superiore al 10% e, nel secondo caso, di una riduzione superiore al 25%. Sono stime realistiche che superano gli obiettivi di Kyoto di riduzione dei gas ad effetto serra".

"Le proposte di Legambiente - ha detto Massimo Serafini - dimostrano la possibilità di riorientare il sistema energetico riducendo il ricorso alle fonti fossili e i consumi con una molteplicità di interventi che, sommati, forniscono valori considerevoli. La ricerca dell’efficienza e del consumo intelligente deve sostituirsi alla ricerca della copertura dei consumi a tutti i costi. L’energia è un bene prezioso e la possibilità di accrescerne sempre la produzione non esiste".

Il piano energia è disponibile presso il Centro di Documentazione di Legambiente Emilia-Romagna.