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Tel. Verde

La Regione ricorra contro Decreto Gasparri
Espropria le Regioni di qualunque potere in merito di antenne

La Direzione di Legambiente Emilia-Romagna ha chiesto che la Regione confermi l’applicazione della Legge Regionale riguardante la collocazione delle antenne per le telecomunicazioni e ricorra alla Corte Costituzionale per ottenere un pronunciamento di incostituzionalità del cosiddetto "Decreto Gasparri" sia per ragioni procedurali che di merito. Sul piano procedurale Legambiente trova assolutamente illegittimo l’utilizzo strumentale del Decreto delegato, sancito dalla legge 443 del 2001 (la cosiddetta legge obiettivo) per questa materia. Infatti la legge prevede lo strumento del Decreto delegato finalizzato alla riforma delle procedure relativa alla realizzazione di opere pubbliche, ma solo di quelle di preminente interesse nazionale.

Il Governo, per superare questo "cavillo legislativo" attraverso l’articolo 2 del decreto Gasparri ha provveduto a far diventare le infrastrutture per le reti di telecomunicazioni addirittura "opere di interesse nazionale".

In realtà l’unico strumento legislativo per regolamentare tale materia è l’emanazione da parte del Parlamento di una legge ordinaria. La "legge obiettivo" prevede la modifica di alcune procedure, in particolare di quelle relative alle opere pubbliche, e non di qualunque disposizione di legge, attraverso l’utilizzo dello strumento dell’interesse pubblico. Il decreto legislativo "Nuove disposizioni volte ad accelerare la realizzazione di infrastrutture per le reti di telecomunicazioni" è in contrasto con la Costituzione della Repubblica italiana.

Per Legambiente tale decreto legislativo oltre ad avere caratteristiche di non costituzionalità, sembra essere concepito solo in funzione di una realizzazione "deregolata" delle infrastrutture per le reti di telecomunicazioni senza che venga contemplata nessuna preoccupazione né per la salute dei cittadini né per la tutela paesaggistica, artistica e culturale dei nostri territori. Questo accentramento eccessivo di poteri da parte del Governo porterà soltanto un aumento delle vertenze locali che impediranno sul territorio uno sviluppo razionale, efficace e corretto delle infrastrutture per le reti di telecomunicazioni.