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Irpinia Day: 20 anni dopo il terremoto

In occasione del ventesimo anniversario del terremoto in Irpinia e Basilicata, Legambiente ha dato vita ad iniziative che sottolineano la grande dimostrazione di forza e generosità che vi fu in quella occasione. Emersero qualità lodevoli e slanci ammirevoli.

Centinaia di tecnici esaminarono gli edifici crollati o lesionati più o meno gravemente, prepararono proposte di intervento e soluzione e, nel fare questo, acquisivano consapevolezza della necessità di prevenire, investire in conoscenza, preparazione, capacità di intervenire per far sì che mai più un evento "naturale", e quindi inevitabile, come il terremoto trovasse così impreparata la società civile e il territorio.

Ma come sempre, archiviata l’emergenza, emersero le qualità "peggiori": l’uso della catastrofe come arma per avere soldi, la corsa ai finanziamenti, spesso usati in modo superficiale e a volte controproducente, senza far tesoro di quanto i volontari avevano capito e auspicato.

E ancora oggi a fronte di ogni calamità si presta "poca attenzione - come leggiamo in un commento di S. Sepe su "Il Sole 24 Ore" del 17 Ottobre 2000 - al problema della prevenzione dei rischi, fatta soprattutto di corretta gestione ordinaria...", dove anzi lo stesso uso che si fa dell’emergenza spesso tende "... a tenere sempre bassa la soglia degli interventi di quotidiana manutenzione del territorio".

Fra i volontari accorsi per primi in Basilicata il 24 Novembre 1980 c’era anche l’Ing. Giovanni Manieri, del Comitato Scientifico di Legambiente, a cui abbiamo chiesto un contributo.

Legambiente Emilia-Romagna ha inoltre realizzato un dossier dal titolo "Terremoti, finanziamenti pubblici" (degrado e responsabilità nel governo del territorio. Un problema nazionale non risolto), disponibile presso il Centro di Documentazione di Legambiente Emilia-Romagna