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Mal'aria 2000 in Emilia-Romagna
Presentati i risultati dei rilevamenti delle polveri
I dati della campagna di rilevamento sulle polveri fini (PM10) effettuata
dal 20 al 25 Marzo con la collaborazione dell’ARPA e dei Dipartimenti di
Prevenzione delle AUSL, nell’ambito del Progetto "Mal’aria"
di Legambiente, compreso nel Programma INFEA, rivelano una situazione molto
preoccupante.
In tutte le 11 città oggetto della campagna (Piacenza, Parma,
Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Faenza, Forlì,
Cesena, Rimini) i valori riscontrati per le polveri fini (PM10) superano
il valore obiettivo fissato dalla normativa nazionale che è di una
media annua di 40 µg/m3.
A Jolanda di Savoia (FE) in aperta campagna (area considerata senza
emissioni di polveri locali), sono stati riscontrati 26 µg/m3.
Nei luoghi meno esposti delle varie città (parchi, aree pedonali
ecc.) la media regionale riscontrata è di 44 µg/m3.
Nelle aree densamente popolate delle città la media regionale riscontrata
è di 80 µg/m3 mentre nelle
aree interessate dal traffico (margini di strade a grande viabilità)
la media è di 63 µg/m3.
Si tratta di livelli pericolosi in quanto le polveri fini (inferiori
a 10 µg/m3) superano le prime barriere
dell’apparato respiratorio ed entrano direttamente nei polmoni. Di queste
molte sono addirittura inferiori a 2,5 µg/m3
ed entrano addirittura negli alveoli.
In queste polveri sono presenti idrocarburi policiclici aromatici (IPA)
e metalli (in particolare piombo e nichel). I test di mutagenesi effettuati
sui campioni prelevati rivelano un fattore di genotossicità assai
elevato. A fronte di un valore di 1,4, (considerato il limite di sicurezza),
nelle polveri di Ravenna è stato riscontrato un valore di 120,5,
a Modena di 105,4, a Bologna, 56,6, a Piacenza 18,3, a Parma, 17,7, a Rimini
14,0.
Un ulteriore elemento di preoccupazione è dato dai rilevanti
effettuati presso le 15 scuole superiori che hanno partecipato all’iniziativa
dove le polveri sono risultate più elevate, rispetto sia ai dati
di fondo del territorio regionale che a quelli della rete tradizionale
di rilevamento. Importante sottolineare anche che i rilevamenti sono stati
effettuati durante una settimana tipica, senza effetti anomali.
Pur trattandosi di un monitoraggio informale, anche questi risultati,
come quelli riscontrati nella campagna Mal’aria del 1999 sul benzene, indicano
la necessità di intervenire in modo deciso e radicale sul traffico
veicolare che rappresenta il problema più rilevante di contaminazione
dell’aria delle nostre città.
L’intero rapporto è disponibile presso il Centro di Documentazione
di Legambiente Emilia-Romagna.
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