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Vertice OCSE di Bologna
No alla criminalizzazione del dissenso e
dell'iniziativa dei movimenti alternativi
"Non siamo d’accordo - ha dichiarato Luigi Rambelli, Presidente
di Legambiente Emilia-Romagna - con le spinte in atto a criminalizzare
chi non è d’accordo con i nuovi padroni del vapore. Da Seattle in
poi, chi non vuole che si manifesti liberamente la volontà di difendere
identità territoriale e specificità sociale ed economica
delle popolazioni sta giocando sporco, spalleggiato da alcuni organi di
informazione".
"Alla Conferenza di Ancona sull’Adriatico - ha aggiunto
- le organizzazioni non governative, le associazioni del volontariato
e quelle ambientaliste sono state escluse dalle iniziative preparatorie
e dalle discussioni, alle iniziative di Genova sulle biotecnologie sta
avvenendo lo stesso: ci chiediamo se al Governo Amato interessa un rapporto
con la società civile e con chi si vorrebbe gettare ai margini delle
grandi scelte che si stanno facendo. Il modo per riaccendere il dialogo
fra società civile e politica (e isolare chi punta sulla violenza
facendo il gioco dei potenti) è quello di garantire spazi adeguati
alle idee e alle istanze delle forze economiche e sociali che la gestione
multinazionale dell’economia tende a marginalizzare e a ridurre ad una
funzione di mera testimonianza".
"Legambiente - ha concluso Rambelli - svolgerà
nelle prossime settimane una iniziativa costante insieme con altri soggetti
sociali ed economici, per far sì che le istituzioni regionali e
locali riescano ad interpretare al meglio l’anima democratica della Regione
Emilia-Romagna e spingere, partendo da questa Regione, per una inversione
della tendenza in atto".
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