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Grave inquinamento da polveri
respirabili Mentre parte Mal’Aria 2001, i dirigenti di Legambiente Emilia-Romagna Luigi Rambelli e Francesco Dradi hanno presentato a Bologna - insieme a Vanes Poluzzi e Eugenio Lanzi dell’ARPA - una guida sulle polveri realizzata nell’ambito di Mal’Aria 2000 una campagna attuata nel quadro del programma INFEA della Regione Emilia-Romagna. "La nostra pubblicazione - ha detto Francesco Dradi, Segretario Regionale Legambiente - contiene dati e valutazioni sull’aumento delle polveri respirabili (le PM10, il nemico più pericoloso dei nostri polmoni). 20.000 opuscoli, già disponibili presso le sedi Legambiente dei comuni capoluogo, saranno distribuiti in particolare nelle scuole della regione e raccontano l’aria che respiriamo, le origini, la determinazione della qualità, la presenza di metalli, gas. Gli effetti mutageni e cancerogeni, i rischi per la salute. L’iniziativa segue i rilevamenti effettuati a Bologna, Parma, Ravenna, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Modena, Ferrara, Forlì, Faenza e Cesena, nei mesi scorsi, in collaborazione di 14 Istituti scolastici superiori". "I monitoraggi informali realizzati nel 1999 sul benzene e nel 2000 sulle polveri respirabili - ha sottolineato Dradi - sono confermati pesantemente dalle successive rilevazioni ufficiali dell’ARPA. Particolarmente alti sono i valori degli elementi che causano danni al DNA a Ravenna, Modena e Bologna. Mal’Aria 2000 ha fornito indicazioni preziose per il miglioramento della struttura di monitoraggio, mirando la ricerca sui nuovi inquinanti da traffico (polveri inalabili, IPA e Benzene) e elementi sufficienti per chiedere alla Giunta Regionale, sulla scorta di quanto già fatto in Lombardia, l’adozione di provvedimenti rapidi ed efficaci per la limitazione del traffico veicolare privato. "Il blocco delle auto non catalizzate attuato dal Comune di Bologna non serve a nulla - ha rilevato Luigi Rambelli, Presidente Regionale Legambiente - le auto a benzina verde sono ormai oltre il 75% e i catalizzatori entrano in funzione soltanto a motore caldo (dopo 15-20 minuti); le domeniche senz’auto, nel migliore dei casi, sono servite soltanto a fare propaganda: adesso bisogna passare ad atti concreti ed efficaci. Dal 1° gennaio le ferrovie regionali e locali dipendono dalla Regione; gli autobus e altri 1900 Km di strade passano dall’ANAS alle Province. Ora si può dare avvio ad una politica della mobilità che eviti la congestione e privilegi il diritto di respirare. La Giunta Regionale, i Presidenti delle Province e i Sindaci, debbono assumere iniziative rapide ed efficaci per il potenziamento del trasporto collettivo urbano e regionale, per la diffusione di convenzioni tra aziende di trasporto e imprese, enti e amministrazioni - e soprattutto scuole - che promuova un uso non residuale dei trasporti collettivi (treni - bus - taxi). È possibile agire anche senza aspettare i sistemi elettronici tipo "SIRIO". Per limitare l’accesso delle auto e dei motorini il Sindaco di Bologna (e i suoi colleghi di tutte le principali città della Regione) debbono introdurre forme di accesso a pagamento nelle città (non solo ai centri storici), come hanno iniziato a fare alcune città europee, realizzare reticoli di strade riservate a ciclisti e pedoni, estendere le isole pedonali. Obiettivo: consentire una mobilità non inquinante, nuovi spazi di vivibilità e garanzie per la salute dei cittadini grandi e piccoli". I risultati delle campagne Mal’aria 1999 e 2000 sono disponibili presso il Centro di Documentazione di Legambiente Emilia-Romagna: http://www.legambientedoc.it |