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Tel. Verde

Orimulsion a Porto Tolle, mare a rischio
La riconversione della centrale aumenta il rischio d'incidente

Quello che non doveva assolutamente accadere è purtroppo accaduto. In sfregio a qualsiasi risvolto ambientale e continuando a scaricare i costi della produzione energetica sul territorio, se non altro in termini di potenziali rischi sull’ecosistema deltizio, è stato firmato il protocollo di intesa tra Enel e Regione Veneto per la riconversione ad orimulsion della centrale termoelettrica di Porto Tolle. Sul piano strettamente economico si salvaguardano, per una quindicina di anni, poche centinaia di posti di lavoro e se ne mettono a repentaglio migliaia: quelli dell’industria turistica e della pesca. Un incidente in mare durante il trasporto dell’orimulsion sarebbe la morte ecologica per l’alto Adriatico e per il Delta del Po. Il recente incidente nella vicina Galizia non ci ha purtroppo insegnato nulla.

A cosa servono i parchi naturali in Italia? Spesso, come nel caso di cui parliamo, a far finta di proteggere l’ambiente e a valorizzare il territorio in termini turistici, spacciando per wilderness quello che invece è solo un fazzoletto di terreno assediato dal cemento e dalle emissioni inquinanti.

L’orimulsion andrà trasportata via mare e, pur con tutte le misure di sicurezza attivabili, la frequenza dei viaggi necessari ad alimentare la centrale innalza notevolmente il potenziale rischio di incidente. Data la natura di questo combustibile, un incidente nell’Adriatico, magari in pieno Delta del Po, significherebbe la morte ecologica di un’area ricca di biodiversità e di valori naturalistici unici. Basta questa semplice considerazione a rendere l’operazione avviata dalla firma del protocollo d’intesa tra Regione Veneto ed Enel, senza alcun coinvolgimento degli enti locali interessati all’intervento, un grave errore, sul piano ambientale, ma anche su quello economico.