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Tel. Verde

Mettere in sicurezza la statale Romea
Le proposte per una delle strade più pericolose d'Italia

Ci risiamo, con l’arrivo della stagione estiva si aggravano i pericoli di incidenti sulla statale Romea, arteria con un traffico pesante elevato e percorsa da veicoli con carichi pericolosi incompatibili con la vocazione turistica delle aree naturali del Delta del Po. Legambiente ha sollevato più volte il problema della messa in sicurezza della Romea, anche con interventi diretti presso il Governo, la Regione, le Province di Ravenna, Ferrara e Rovigo, ma purtroppo ogni incidente sembra sia buono soltanto per chiedere nuovi investimenti e la grande opera: la E 55. In questo caso, a chi mirava ad un’opera da 3 miliardi di euro, da parte del Governo si è risposto sparandola ancora più grossa: secondo Lunardi non basta un’autostrada da Mestre a Ravenna, ce ne vuole una che vada fino a Civitavecchia.

Tanto non ci sono i soldi e quindi tanto vale spararla sempre più grossa e i soldi si pensa di trovarli facendo pagare il pedaggio sulle strade statali. Intanto nessuno, o quasi, si pone il problema della messa in sicurezza della strada attuale. Neppure la Provincia di Ferrara, che esulta perché è stata finanziata l’asfaltatura, come se questo bastasse.

La realtà evidenziata più volte è che la SS 309 ha accresciuto il proprio tasso di incidentalità. Legambiente ha messo in rilievo più volte i gravi problemi di sicurezza della statale 309, superiori alle altre strade con le quali è stata messa a confronto: la statale del Santo (PD), la statale di Redipuglia e la statale 16 "Adriatica". I tratti più pericolosi sono quelli interessati da incroci "a raso" e i rettilinei dove, superati i semafori, si dà sfogo alla voglia di sorpasso e di velocità. Uno studio della Terza Università di Roma sui problemi di sicurezza della Romea, commissionato dalla Regione Emilia-Romagna qualche anno fa, indica come cause di incidenti, accanto ad un traffico intenso pari ad altre arterie stradali, la presenza di molti semafori, attraversamenti a raso, le lunghe file di Tir. La causa maggiore comunque è indicata nella elevata velocità in alcuni tratti nei quali si rilevano i picchi più alti. L’allarme diviene ancor più importante se si considera che una quota rilevante dei Tir che viaggiano sulla Romea trasporta merce pericolosa e tossico-nociva.

Purtroppo l’attenzione di molti appare diretta unicamente a strumentalizzare gli incidenti per chiedere la costruzione di una nuova autostrada. Legambiente perciò ritiene doveroso richiamare l’urgenza di una particolare attenzione di tutte le istituzioni locali delle due regioni all’esigenza di provvedimenti urgenti per rendere più sicuro il traffico. Le proposte che Legambiente ha presentato all’attenzione dei Presidenti delle Giunte di Emilia-Romagna e Veneto e alle Province di Ravenna, Ferrara, Rovigo e Venezia sono:

  1. Vietare il trasporto di carichi pericolosi e tossico nocivi.
  2. Adottare, almeno durante la stagione turistica, strumenti di disincentivazione del traffico pesante di attaversamento nei due sensi mediante l’istituzione di un pedaggio autostradale con forme idonee atte a scoraggiare la percorrenza della statale Romea unicamente per l’assenza di oneri di pedaggi, presenti invece sull’autostrada Padova-Bologna.
  3. Istituire un servizio coordinato delle varie forze di Polizia in grado di garantire il rispetto delle regole e la priorità del traffico locale e turistico.

Con queste proposte, al di là delle rispettive posizioni sulla realizzazione o meno di una nuova autostrada, Legambiente intende dare un contributo all’azione tesa ad aumentare i livelli di sicurezza della Romea e a realizzare un effettivo miglioramento delle prestazioni territoriali dell’area del Delta del Po anche ai fini dello sviluppo turistico.