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Salvalarte 2001 a Bologna
Aperti al pubblico per un giorno gli scavi di Porta
Galliera
Delle dodici porte d’accesso alla città, parte della antica cinta
muraria ormai quasi scomparsa, ne sono rimaste dieci, di cui solo tre intatte
e ancora agibili. Tra quest’ultime spicca Porta Galliera, unico tentativo
ancora in atto di riqualificazione di questo importante patrimonio storico,
da poco salvato dal destino di spartitraffico, di cui sono invece vittime
gli altri edifici. Sulla questione delle antiche mura e porte e sul destino
controverso delle tre rimaste agibili, punta l’attenzione Salvalarte di
Legambiente, la campagna per la salvaguardia e la tutela del patrimonio
artistico italiano, che torna con la sua sesta edizione a Porta Galliera.
Già cinque anni fa Legambiente, in occasione della prima edizione
di Salvalarte, si era occupata di Porta Galleria, e dopo solo due anni
aveva presentato alle istituzioni ed ai cittadini un progetto di risanamento
edilizio e sociale, ancora in corso di attuazione. E sono stati i lavori
di sistemazione della piazza circostante che hanno portato alla luce importanti
opere murarie, tra cui un antico sistema d’imbrigliamento dell’Aposa.
Più di cento visitatori hanno scoperto questi scavi, normalmente
non accessibili al pubblico, che sono stati per un giorno riaperti, grazie
ad una visita guidata organizzata in occasione del passaggio della carovana
Salvalarte. Nel corso del dibattito che si è tenuto presso Porta
Galliera, si è inoltre discusso sul futuro utilizzo degli edifici
monumentali, ponendo un’attenzione particolare alle antiche porte. All’incontro
hanno partecipato: Luigi Rambelli, presidente regionale Emilia-Romagna,
Federica Sacco, portavoce nazionale Salvalarte, Francesco Dradi, segretario
regionale, oltre a rappresentati della Soprintendenza ai Beni Architettonici,
del Comune, della Regione e del Forum del Terzo Settore.
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