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Tel. Verde

Presentato il progetto Riviera Solare
Per la produzione di energia elettrica ad emissioni zero

Sono stati presentati a Bologna i risultati dello studio di fattibilità per una centrale fotovoltaica "diffusa" sulla Riviera dell’Emilia Romagna. Dai risultati dello studio illustrato da Alex Sorokin, uno tra i maggiori esperti italiani del settore, emerge la possibilità di installare una potenza di 24 MW con una produzione di circa 28.000 MWh/anno a emissioni zero e con un ammortamento totale dei capitali investiti. Per raggiungere lo stesso risultato di produzione elettrica con una centrale a carbone si rilascerebbero in atmosfera ben 28 mila tonnellate di CO2, 200 tonnellate di SO2 (anidride solforosa), 80 tonnellate di NOx (ossidi di azoto) e 15 tonnellate di polveri sottili.

L’iniziativa presentata ha origine dalle riflessioni e prime esperienze fatte dagli albergatori e bagnini della Riviera nell’ambito dei progetti dell’Ecolabel Legambiente Turismo e segue un’altra innovazione importante: la diffusione delle tecnologie per il risparmio idrico ed energetico iniziata negli hotel di Riccione e diffusasi in centinaia di strutture ricettive di varie regioni.

"Con gli operatori turistici - ha spiegato Luigi Rambelli, Presidente di Legambiente Emilia Romagna e Legambiente Turismo - ci siamo posti il problema di valutare l’economicità di queste nuove tecnologie sul piano economico, per passare dalle parole ai fatti in tema di energia da fonti rinnovabili e imprimere una spinta innovativa che consenta di migliorare l’ambiente e con esso la vibilità e la capacità di attrazione turistica della Costa Adriatica".

Il lavoro del gruppo di tecnici, costruito in seguito alla proposta di Legambiente e alla disponibilità della Giunta Regionale, ha consentito di conseguire risultati interessanti in breve tempo. Al lavoro dei tecnici di Legambiente e della Regione e di esperti di primo piano è seguito un confronto con le esperienze di bagnini e albergatori, di aziende importanti del settore e di alcuni installatori e questo ha consentito di dimostrare che è economicamente possibile e vantaggioso far andare la riviera "a sole", contribuendo a rinnovare anche l’immagine della Costa dell’Emilia Romagna sui mercati turistici.

Il progetto punta a realizzare l’installazione di pannelli fotovoltaici sui circa 1500 stabilimenti balneari della costa, su alberghi, camping, colonie ed altri edifici esistenti, senza occupazione di altri spazi. La proposta operativa prevede la possibilità degli operatori turistici di procedere direttamente, di consorziarsi, oppure di affittare i propri tetti ad un’azienda che si assuma l’onere dell’investimento, pagando un affitto ai titolari degli edifici interessati.

"Anche questa nuova azione - ha spiegato l’Assessore Regionale all’Ambiente, Agricoltura e Turismo Sostenibile Guido Tampieri - vede insieme Regione, Legambiente e categorie economiche e si colloca in un quadro positivo di collaborazione fra istituzioni e un’associazione ambientalista che guarda in avanti. Questa iniziativa punta ad una grande innovazione tecnologica che migliora la vivibilità e l’immagine della riviera e si muove nel quadro fissato dal Programma per la Gestione Integrata delle Zone Costiere, unitamente ad una serie di indicazioni dell’Unione Europea sui sistemi costieri le cui linee guida (e la previsione di spesa di 5 milioni di Euro entro il 2006) sono state approvate recentemente dal Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna".

"Siamo di fronte - ha detto Francesco Ferrante, Direttore Generale di Legambiente - ad una iniziativa che fa parte delle azioni dirette a indirizzare le politiche energetiche e territoriali verso gli obiettivi definiti dal Protocollo di Kyoto, riorientare verso la sostenibilità economico-sociale e ambientale il nostro Paese e, in questo caso, una intera area turistica con tutte le attività che interessano la costa. Anche questa proposta, che raddoppierebbe la potenza fotovoltaica istallata in Italia, dimostra che un mondo diverso è possibile con la concretezza e la capacità dell’ambientalismo scientifico di progettare una modernità dal volto umano e determinare la possibilità di incontri e alleanze impensabili qualche anno fa. Il lavoro fatto in questo caso da Legambiente e dalle istituzioni dell’Emilia Romagna spinge tutti noi a chiedere che sia applicata quanto prima la direttiva europea che il Governo tarda a varare e che rappresenta l’ultimo ostacolo da superare".