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Tel. Verde

2 mesi di attività dello sportello ambiente
Circa 100 cittadini si sono rivolti allo sportello di Bologna

La vicenda di una famiglia di Bologna abitante in un edificio costruito vicino ad un impianto elettrico che ha visto morire di cancro circa 10 persone. Il pesante inquinamento del Torrente Savena a Pianoro (due casi eclatanti di inquinamento delle acque: in un caso idrocarburi, in un altro pezzi di asfalto e bitume, derivanti dai lavori di rifacimento di una strada, gettati nell’acqua). Il progetto del Comune di S. Lazzaro di sacrificare al piano del traffico una preziosa area verde attrezzata per i bambini. In questo caso è sceso in campo anche il noto scrittore Loriano Macchiavelli, che si è rivolto a Legambiente per impedire un progetto attuato, fra l’altro, da un’Amministrazione incaricata dall’Ass. Nazionale dei Comuni ANCI di fare da capofila nazionale dei comuni "amici dei bambini".

A due mesi dall’inizio dell’attività lo sportello aperto da Legambiente Emilia Romagna e dal Movimento Difesa del Cittadino, ha assunto le parti di circa 100 cittadini e aperto vere e proprie vertenze con Amministrazioni, Imprese e controparti protagoniste di veri e propri scempi ambientali e/o troppo sorde e restie a riconoscere importanti diritti e svolgere i propri doveri. Gli operatori dello sportello che ha sede a Bologna in Piazza XX Settembre 7, nella Porta Galliera, Tel 0514210711, con altre 3 sedi a Reggio Emilia, Parma e Ravenna, si sono trovati di fronte a questioni riguardanti i rumori molesti prodotti dal traffico e/o da attività produttive; l’elettrosmog derivante da antenne (ripetitori radio Tv e per la telefonia mobile) e soprattutto da elettrodotti; violazioni di norme di Piano regolatore e Regolamenti Edilizi; sottrazione di verde pubblico per la costruzione di nuovi fabbricati, sia pubblici che privati; segnalazioni di smaltimento abusivo di rifiuti e scorrettezze nella raccolta differenziata.

Oltre la metà dei casi sono stati affrontati in via amministrativa con interventi lettere o semplici telefonate ad amministrazioni, enti o organi di controllo, per altre il servizio ha dovuto far ricorso all’ausilio dell’Ufficio Legale. In alcuni casi sono state aperte vere e proprie cause. Legambiente ha inoltre presentato istanze finalizzate alla costituzione di parte civile (come nel procedimento a carico di un’azienda impegnata in un cantiere dell’Alta Velocità a Pianoro e per gli incidenti delle ultime settimane ai petrolchimici di Ravenna e Ferrara) ed sta prestando assistenza legale a gruppi di lavoratori e/o famigliari di operai dipendenti di impianti chimici di Ferrara e Ravenna, ammalati o deceduti per tumori in relazione al contatto con il CVM.