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Trasporto pubblico poco
amato dai cittadini
Secondo i dati forniti dai Comuni per Ecosistema Urbano
2000
Ogni cittadino bolognese fa 231 viaggi all’anno in autobus. Naturalmente
è un dato medio che comprende anche chi arriva nel capoluogo dell’Emilia
Romagna da altre città, spesso in treno o in aereo. La fonte è
l’Amministrazione Comunale di Bologna che ha fornito i dati per l’edizione
2000 di Ecosistema Urbano un vero e proprio vademecum della sostenibilità
urbana.
La città delle due torri si colloca dopo Firenze (770 viaggi
sul Trasporto Pubblico per abitante), Trieste (418), Milano (372), Roma
(290), Genova (232) e prima di Torino, Napoli, Palermo, Padova, Verona
e Bari. Le altre città dell’Emilia Romagna vedono nell’ordine Parma
con 145 viaggi all’anno, Rimini con 141, Reggio Emilia con 91, Piacenza
con 80, Ferrara con 61, Ravenna con 49, Modena con 44, Forlì con
appena 30.
Il dato va letto anche in relazione alla diffusione di forme di mobilità
leggera quale l’uso della bici che vede una media in regione del 17,6%
con punte più alte a Ravenna, Forlì, Ferrara e Rimini. Lo
scarso uso del mezzo collettivo fa il paio con il ricorso massiccio all’auto
privata. La media regionale della mobilità urbana su auto è
del 66,9%. Tra i motivi, come documentato da una recente indagine recente,
la convinzione che il trasporto pubblico urbano sia al di sotto delle aspettative,
che non si sente la mancanza di questo strumento, che troppo forte è
l’abitudine all’auto, che il servizio non copre zone molto abitate, la
bassa velocità di esercizio, i percorsi tortuosi. Tra i suggerimenti
degli insoddisfatti una maggiore regolarità; una maggiore frequenza
e copertura oraria; una migliore copertura territoriale del servizio; un
maggior comfort.
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