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Contro lo smog serve una
vasta alleanza
Bene la protesta contro la Mal'Aria, ma è ora
di cambiare passo
Legambiente ritiene che i comitati antismog abbiano il merito di tenere
aperta la questione qualità dell’aria nelle aree centrali di Bologna,
problema prioritario per la vivibilità presente in tutta l’area
urbana, che molti hanno scoperto purtroppo solo da quando sono all’opposizione
e che può essere risolto solo con una diversa politica della mobilità
da parte della Giunta comunale, della Provincia e della Regione. Si discute
dell’emergenza smog, provocata dal traffico stradale, ma le Giunte Regionali
dell’Emilia-Romagna e della Toscana si apprestano a confermare una lunga
lista di nuove grandi opere stradali (variante di valico, nuova tangenziale
di Bologna, quarta corsia tra Bologna e Modena, complanare della Bologna
Ancona, Modena Sassuolo, E55 fra Ravenna e Venezia, Aurelia sul Tirreno,
Progetto TIBRE) mentre continua invece a languire il servizio ferroviario
regionale, peggiora il trasporto collettivo su gomma, si annunciano altre
attese (forse fino al 2004) per la Vignola Bologna, è ormai cancellato
il progetto della ferrovia Bologna Budrio Massalombarda.
Questa politica porterà altri TIR e auto alle città e
sarà difficile tenerle fuori. Anche sulle misure di emergenza andiamo
male. Nei giorni scorsi molti sindaci hanno fatto addirittura marcia indietro
rispetto alle prime ordinanze. Regione e Province devono passare a decisioni
vincolanti per i sindaci imitando la Giunta Regionale della Lombardia che
ha recepito da tempo la direttiva europea. Legambiente chiede l’avvio di
un processo di Agenda 21 con la consultazione dei cittadini, della società
civile, economica, produttiva, delle associazioni e del volontariato.
"Ai vari livelli di Governo - ha dichiarato Luigi Rambelli,
Presidente di Legambiente Emilia-Romagna - chiediamo scelte decise e
visibili per la rete infrastrutturale leggera, per la manutenzione di strade
e ferrovie, il trasporto collettivo, la costruzione e gestione di reti
ciclabili, tram, metrò. Servono incentivi a chi usa i treni, i tram,
gli autobus e le bici, lo sviluppo del telelavoro. L’esperienza ci ha insegnato
che bisogna diffidare anche delle soluzioni miracolistiche (la benzina
verde, il biodiesel, ed ora, forse chissà... l’idrogeno). È
pericoloso illudersi di trovare in un giudice il "superman" che
ci risolva i problemi. Bisogna misurarsi con i rapporti di forza nelle
città e nel territorio per modificarli. Legambiente ritiene che
questa sia la strada giusta e intende lavorare da subito perchè
si realizzino alleanza vere di forze istituzionali, economiche, sociali
e comitati di cittadini".
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