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A quando la metropolitana
di costa?
Legambiente invita gli enti locali a richiedere più
treni
La proposta del Trasporto Rapido Costiero è una proposta nata
male e troppo condizionata da alcuni finanziamenti statali.
"Il tram su gomma tra Rimini e Cattolica - ha dichiarato
Luigi Rambelli, Presidente Legambiente Emilia-Romagna - è stato
proposto in un contesto diverso da quello attuale. Non si intravedeva la
liberalizzazione delle linee ferroviarie e non era stato deciso il ruolo
rilevante che la Regione ha assunto nella gestione del trasporto regionale
e metropolitano. Ora che la situazione è in parte cambiata potrebbero
esserci le condizioni per arrivare a risultati senza aspettare anni. Legambiente
ritiene che la cosa migliore sia concentrare l’iniziativa dei Comuni costieri
e delle Province di Rimini, Ravenna, Forlì-Cesena e Ferrara, sull’obiettivo
di avere frequenze accettabili dei collegamenti sulle tratte da Ferrara,
Ravenna, Rimini e Bologna verso Cattolica e ritorno".
Il metrò di costa delineato dal Piano Regionale Integrato dei
Trasporti del 1998 prevede fra Ravenna e Rimini "il passaggio di
un veicolo ogni 15 minuti con una capacità di trasporto non inferiore
a 250 posti, che significa 2000 posti all’ora complessivi nelle due direzioni
di marcia". Prevede "una fermata ogni due km"
e "l’incrocio dei convogli", prevede una rete coordinata
di autoservizi di appoggio. Invece fra Rimini e Cattolica il TRC prevede
il tram su gomma solo perchè c’è l’impegno di un cospicuo
finanziamento statale. Si trattava di una soluzione di ripiego, che dava
per scontata l’impossibilità di collaborazione con le FS che ora
può essere superata con la realizzazione di una scelta omogenea
per la Riviera.
Nei 50 Km tra Ravenna e Rimini le FS hanno 11 stazioni. Nei 18 Km tra
Rimini e Cattolica ci sono altre 4 stazioni (Miramare, Riccione, Misano
Adriatico e Cattolica). Tra Cervia e Cattolica (47 Km) ci sono 12 stazioni
(una ogni 4 Km). Perchè, in attesa di arrivare a raddoppiare le
stazioni (se necessario), non indirizzare gli sforzi verso le FS per modifiche
sostanziali agli attuali orari di servizio, o in alternativa chiedere la
disponibilità di tracce orarie per iniziare un servizio gestito
dalla FER (Società Ferroviaria della Regione), con la partecipazione
delle stesse aziende di trasporto delle province romagnole? Fino ad ora
- a quanto pare - queste possibilità non sono state vagliate. Esse
potrebbero - se realizzate - portare a primi importanti miglioramenti del
trasporto collettivo, prezioso sia per il turismo d’affari che per quello
balneare. Sarebbe una prima risposta concreta ai problemi della mobilità
verso la riviera e lungo la litoranea Adriatica fin dal prossimo orario
ferroviario, rendendo raggiungibili le destinazioni in tempi del tutto
concorrenziali con le altre modalità di trasporto, in termini di
tempo, di economicità ed efficienza, con un miglioramento ambientale
e della vivibilità notevole, con enormi vantaggi per l’economia
territoriale.
Legambiente ritiene valga la pena mobilitarsi in questa direzione, con
l’obiettivo di realizzare una rete moderna e integrata di trasporto collettivo
con un’azione congiunta fra Enti Locali, Regione e aziende locali di trasporto.
Si potrebbe contribuire a raggiungere quei risultati di alleggerimento
del carico antropico, giustamente auspicati anche dalla recente conferenza
sul turismo sostenibile organizzata dalla Amministrazione Provinciale.
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