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Treno Verde 2001
Ravenna nel sistema dei trasporti regionali
In Regione ogni anno 2000 miliardi di danni per la congestione
La situazione dei trasporti in Emilia-Romagna è, soprattutto
nelle città e nei numerosi nodi viari regionali, pesante e in via
di peggioramento. La mancanza di una qualsiasi pianificazione del sistema
dei trasporti è evidente ed è causa di elevati consumi di
derivati del petrolio (benzine, gasoli, oli minerali), di elevate emissioni
di sostanze inquinanti, di problemi sanitari con conseguente consistente
spesa sanitaria, di spreco di tempo per le persone.
Inoltre i danni economici causati dalla congestione del traffico sono
stimati per la Regione Emilia-Romagna in oltre 2000 miliardi di lire l’anno.
Ravenna non è esente da problemi di questo tipo, anzi. Traffico
ed inquinamento vanno poi di pari passo e laddove non si fanno scelte coraggiose
di limitazione del traffico non si può annunciare semplicemente
che la qualità dell’aria in città è accettabile. Il
Settimo Rapporto sull’Ecosistema Urbano di Legambiente, realizzato, lo
ricordiamo, in base a dati forniti dai comuni stessi e riguardanti l’anno
1999, rivela che a Ravenna circolano 64 auto ogni 100 abitanti, che ogni
cittadino ravennate utilizza il mezzo pubblico solo 47 volte l’anno, che
esistono in città, a disposizione di ogni abitante, solo 0,063 mq
di isole pedonali, 0,4 mq di zone a traffico limitato e 0,30 metri di piste
ciclabili.
Di trasporti, traffico e inquinamento si è parlato a bordo del
Treno Verde, nell’ambito del dibattito dal titolo "Ravenna nel
sistema dei trasporti: porto, strade e ferrovie - merci, pendolari e turisti".
"L’annuncio fatto dall’Assessore Pezzi - ha dichiarato Giacinto
De Renzi, Presidente di Legambiente Ravenna - riguardante l’estensione
della Zona a Traffico Limitato nel centro storico rappresenta sicuramente
un primo passo verso la diminuzione del traffico, così come l’istituzione
del Navetto faciliterà sicuramente l’utilizzo del mezzo pubblico.
Buona anche l’impostazione del Piano Urbano del Traffico che interrompe
le "vie di attraversamento" della città, su cui si muove
a nostro parere la maggior parte del traffico. È necessario ora
che tutti questo progetti si concretizzino, abbandonando la logica che
su questi temi cittadini ed associazioni ambientaliste non abbiano diritto
di espressione. Una logica che emerge dalla scomposta reazione del Sindaco
che ha preferito dialogare a distanza dall’alto del palco della convention
del centro sinistra".
Unica vera possibilità per creare una nuova mobilità a
livello regionale è spostare il traffico dalla strada alla rotaia
e al trasporto marittimo. Ridurre il carico a vuoto dei Tir, giunto al
35%, e trasformare il trasporto delle persone da individuale a collettivo.
"Sui trasporti merci - ha dichiarato Luigi Rambelli, Presidente
di Legambiente Emilia-Romagna - il futuro di Ravenna passa per la grande
idea del Corridoio Adriatico. Organizzare le Autostrade del mare con una
rete plurimodale che colleghi i porti al proprio hinterland naturale. È
il porto di Ravenna il vero strumento che consente di usare la grande risorsa
del mare, il vero nodo delle merci, Ma anche sull’uso del porto e delle
aree portuali è necessario fare attenzione, un porto che non può
diventare una pattumiera. È dunque il treno la scelta prioritaria
per collegare il porto con l’interno anche se mentre la rete ferroviaria
è in grado di reggere, la struttura organizzativa delle Fs sembra
essere meno pronta".
Per quanto riguarda il reticolo stradale, sulle strade statali e locali
della Provincia di Ravenna ci sono 800 incidenti l’anno, altri 1600 accadono
nelle strade urbane. Dal 1 Luglio la Regione (le Province) saranno padrone
di altri 1900 km di strade statali. Ora il problema è capire come
si intendono spendere i soldi: insomma strade nuove a oltre 20 miliardi
al km di costo o manutenzione? Legambiente propone un grande piano per
la messa in sicurezza della rete stradale esistente (anche qui vogliamo
riciclare).
"Parlando della realizzazione della superstrada E 55 - ha
aggiunto Rambelli - chi vuole realizzarla deve fare una proposta di
percorso e non tracci soltanto righe sulle carte senza alcuna verifica.
Accetti di misurarsi con i problemi ambientali, finanziari e di tempo,
senza fare di una strada un altro atto di fede".
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