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Tel. Verde

Valutazione di impatto ambientale
La Confindustria tenta ancora una volta di evitare
una corretta applicazione delle direttive comunitarie

Dopo l’apertura di una procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea contro la legge regionale sulla Valutazione d’impatto ambientale (la 9 del 18 Maggio 1999), la Confindustria dell’Emilia Romagna ha chiesto alla Regione di ritardare e/o aggirare il Progetto di Legge che dovrebbe adeguare la legge regionale sulla VIA sulla base dei richiami dell’Unione Europea. Questo il senso della posizione assunta nel corso dell’udienza conoscitiva svolta dalla Commissione Consigliare Ambiente, Territorio, Trasporti. Si tratta dell’ennesimo tentativo dell’Associazione Industriali di bloccare l’applicazione di ben due direttive comunitarie (una del 1985 e l’altra del 1997) assumendo posizioni ben lontane dalle esigenze di tutela della salute e dell’ambiente, ma soprattutto - e qui è l’aspetto più grave - della qualificazione del tessuto industriale della nostra regione.

Si tratta di posizioni che hanno bloccato la V.I.A. in Emilia Romagna per oltre 10 anni. Anche i punti contestati dell’U.E. sono fra quelli sostenuti dagli industriali un anno fa, in occasione del varo della legge vigente. Ancora una volta le obiezioni di Confindustria riguardano l’entrata in vigore delle norme (si chiedono nuovi slittamenti), l’inclusione di nuove tipologie di progetti previsti dalla Direttiva del ‘97 fra quelli soggetti a VIA (fra questi gli allevamenti intensivi, la costruzione di centri commerciali, parcheggi, dighe, porti, piste da sci e parchi tematici).

La legge attuale potrebbe essere ulteriormente migliorata inserendo fra i progetti soggetti a VIA anche gli strumenti di pianificazione. Legambiente auspica comunque che il Consiglio Regionale non accetti inviti di questo tipo e soprattutto i suggerimenti tesi a riproporre in altro modo le norme bocciate dalla Commissione Europea.