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"Seguendo le indicazioni che ci giungevano da più parti - dichiara in una video intervista il presidente di Legambiente Reggio Emilia Massimo Becchi - abbiamo fatto con alcune Guardie Ecologiche di Legambiente una prima escursione cercando il lato più nascosto del turismo invernale sul nostro Appennino, quello legato allo sci, turismo sempre più in crisi negli ultimi anni e che pare voler lasciare in eredità alle generazioni future un ricordo non certo edificante. A seguito di fallimenti o dismissioni sono infatti stati lasciati abbandonati impianti di risalita (skilift), spesso muniti ancora delle stazioni di partenza e di quelle di rimando, delle linee, con anche i piattelli". La situazione in località La Romita a Civago di Villa Minozzo è quella più preoccupante, con due impianti di risalita, che dall'albergo in disuso salgono sulle pendici del Monte Giovarello, impianti dismessi da diversi anni, vista la vegetazione che è ricresciuta sulle piste da sci e sotto i piloni delle risalite. Gli impianti sono: uno di più ridotte dimensioni che dall'Albergo sale a quota 1.375 metri circa e uno che da quota 1.260 in località Paesine porta a quota 1.657 entrambi sulle falde del Monte Giovarello. Nella stazione di partenza del secondo impianto è presente una struttura in legno all'interno della quale sono presenti materiali in evidente stato di abbandono, nonché una struttura in cemento armato poco distante con i quadri elettrici principali ed un annesso magazzino. Sul percorso delle piste sono presenti i punti di attacco dei cannoni per l'innevamento artificiale, sia idrici che elettrici, molti dei quali mancanti di parti e in stato di completo abbandono. Legambiente ha presentato a Lugo la Guida al Canale dei Mulini, un itinerario alla scoperta della storia del paesaggio della "Bassa Romagna", dagli Appennini al Parco del Delta del Po, realizzata con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Realizzato in epoca medievale per fornire adeguata potenza idraulica alle macine dei mulini cittadini, il canale scorre lungo la pianura per circa 40km collegando numerosi centri abitati. Esaurita da tempo la sua funzione primaria, il corso d'acqua rappresenta un importante, e forse unico, itinerario storico/testimoniale che ricollega un ampio territorio della pianura romagnola e ne disegna buone possibilità di rilancio dell'agricoltura di qualità e sviluppo di nuove attività turistiche. Lungo il corso d'acqua è possibile riscoprire manufatti di origine medievale (mulini, opere di regimazione idraulica), aree di riequilibrio ecologico e di interesse storico naturalistico (Ponte delle Lavandaie, Parco del Loto, Bosco di Fusignano, Riserva Naturale di Alfonsine). La guida, di 48 pagine, presenta un itinerario a tappe, indicando nella cartografia il percorso consigliato lungo il corso d'acqua ed una serie di informazioni utili alla visita. La relativa vicinanza con numerosi centri abitati permette infatti sia la visita di singoli punti di interesse, sia la realizzazione di un itinerario completo dalla chiusa immissaria fino alla foce. Un itinerario che rappresenta anche un percorso attraverso la storia del paesaggio. In un'epoca in cui è sempre più palpabile la necessità di riscoperta della storia dei territori, anche come chiave di lettura per capire il presente, ci auguriamo che questa piccola guida possa servire a stimolare un maggiore interesse verso questi luoghi, che non hanno bisogno di grandi interventi strutturali, quanto piuttosto di un lavoro costante di valorizzazione, di manutenzione e più in generale di "cura" per i territori e le nostre radici. Luigi Rambelli, Presidente di Legambiente Turismo, spiega in una video-intervista le potenzialità del canale, mentre la guida può essere consultata presso le biblioteche dei comuni della Bassa Romagna, oppure richiesta gratuitamente al Circolo Legambiente "Bassa Romagna" (è inoltre possibile scaricarne una copia elettronica direttamente dal sito del circolo).
Tra il XII e XIII secolo viene ideato a Bologna un sistema di gestione delle acque che prevede la canalizzazione dei fiumi Savena, Reno e Aposa all'interno della città e sfrutta l'energia idraulica di questi corsi d'acqua per azionare vari macchinari e apparati (opifici, mulini ecc.). La canalizzazione crea inoltre una nuova via d'acqua: il Canale Navile e le sue chiuse (o sostegni), che permettono alle imbarcazioni di superare il dislivello, mettendo così in comunicazione il nuovo porto realizzato vicino a Porta Lame con la città di Ferrara, con Venezia e attraverso di essa con i mercati di tutta Europa. Il documentario realizzato da Alberto D'Agostino e Marco Faniello, nell'ambito del progetto di Legambiente "Alla scoperta della Bologna storica", racconta la storia dei canali, della loro nascita, del loro utilizzo e delle iniziative messe in atto per scoprire, recuperare e valorizzare questo importante patrimonio storico, economico e naturalistico della città di Bologna. Sempre nell'ambito del progetto di Legambiente, proseguono le visite guidate a Porta Galliera e al Parco Archeologico delle mura, ogni venerdì e sabato mattina in Piazza XX Settembre a Bologna. |
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Video intervista: informazione e trasparenza sul mare La trasparenza sulla qualità delle acque e delle coste è l'elemento più importante nel rapporto con i turisti e i cittadini. Legambiente ha da danni un rapporto di collaborazione con la struttura oceanografica Daphne che monitora quotidianamente la qualità delle acque del mare emiliano-romagnolo. L'ambiente è ormai un elemento fondamentale per la scelta delle località per le vacanze. Più che alla promozione e agli effetti speciali ci si affida sempre di più alle esperienze dirette e ad informazioni sullo stato dell'ambiente e alla salubrità delle acque provenienti da soggetti affidabili e disinteressati. Le campagne di Goletta Verde hanno il merito di tenere accesa l'attenzione sullo stato del mare e dei fiumi. Si tratta di azioni che rispondono all'esigenza sempre più marcata e importante di un'informazione chiara e trasparente sullo stato dell'ambiente marino. Luigi Rambelli, presidente di Legambiente Turismo, e Carla Ferrari, della struttura oceanografica Daphne, spiegano in una video intervista l'importanza del rapporto di collaborazione tra l'assaciozione ambientalista e la Daphne e le informazioni che la struttura oceanografica fornisce in tempo reale, che rappresantano anche un ottimo strumento per un rapporto corretto sia con i turisti che con l'imprenditoria locale. Reportage: problemi e prospettive del grande fiume Il Po è il maggiore fiume italiano, un fiume che avrebbe grandi potenzialità dal punto di vista storico, culturale e naturalistico, ma su cui non è mai decollata la navigazione turistica a differenza dei maggiori fiumi e canali d'Europa, per la mancanza di attracchi adeguati, servizi e informazioni che permettano di visitare i paesi che sorgono lungo i suoi argini. Un fiume che negli ultimi anni, per la mancanza di un'adeguata vigilanza, è diventato terra di nessuno, preda dei nuovi "pirati", con furti di barche e soprattutto fenomeni di pesca con metodi illegali, quali le reti a strascico e gli elettrostorditori che causano la morte di tutto il pesce nel raggio i di parecchi metri, senza fare distinzione tra le varie specie ittiche. Legambiente Online, con il supporto di Massimo Becchi, di Legambiente Reggio Emilia, ha realizzato una serie di video reportage per raccontare la storia del grande fiume, dei suoi problemi e delle sue potenzialità. Video: i nuovi pirati del fiume Po Furti di imbarcazioni e di motori e pesca abusiva. La mancanza di sistema di vigilanza ha trasformato il grande fiume in una terra di nessuno. Video: problemi e prospettive del grande fiume Navigazione turistica e valorizzazione dei paesi che sorgono lungo gli argini del grande fiume. Video: la qualità delle acque del Po La qualità delle acque migliora, ma è necessario riportare le persone, e soprattutto i giovani, a occuparsi e frequentare il grande fiume. Un fiume splendido dal punto di vista storico e naturalistico, che ha grandi potenzialità, come ha rilevato Legambiente durante i suoi viaggi lungo i circa 400 km navigabili del grande fiume. Continuano le visite alla scoperta della Bologna storica Dopo il sorprendente successo della serata alla scoperta di Porta Galliera e del Parco Archeologico delle mura organizzato da Legambiente Turismo a Bologna nell'ambito degli eventi della "notte blu" (video) continuano le visite guidate alla scoperta della Bologna storica. Il progetto "Alla scoperta della Bologna storica" ha già visto la realizzazione di un ciclo di incontri pubblici a Porta Galliera, sede di Legambiente, e una serie di visite guidate che hanno riscosso vivo interesse da parte di turisti e cittadini bolognesi (video). |
Gruppo di acquisto solare a Legambiente Reggio Emilia Padova: verde, speculazioni e cemento Legambiente e le scuole: i progetti nelle Marche Lazio: no ai cartelloni abusivi No alle trivellazioni in Adriatico e Medirerraneo Gravi danni ambientali nel bosco di San Pietro (CT) Veneto: formazione volontari spettacolari Seveso: progetto "corpi celesti" Nel pavese ancora aria inquinata, il problema principale è il traffico Versilia: incremento ippico, un lusso fuori dal tempo Cresce il disagio per i quasi 3 milioni di pendolari Ponte sullo stretto di Messina: associazioni scrivono a Monti Pesca illegale: con le nuove norme rischiamo una multa da 120 milioni di euro Bio shopper, sparisce la norma annunciata dal Governo Biologico, la Guardia di Finanza scopre una megatruffa Festa dell'albero: 1000 alberi a Medicina (BO) Video: le cave di San Cesario sul Panaro (MO) L'abusivismo edilizio in Italia: storie di ecomostri Video intervista: le montagne lucenti di San Cesario |
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