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Fuenti: la parola torna
alle ruspe
Il TAR ha respinto le richieste di sospensiva
Il TAR della Campania ha respinto le richieste di sospensiva presentate
dai proprietari del "Mostro di Fuenti".
"Non c’è più nessun alibi - ha dichiarato
Ermete Realacci, Presidente Nazionale di Legambiente - la parola passa
alle ruspe. Si finisca entro la scadenza prevista, non oltre il 30 Giugno,
il lavoro iniziato il 21 Aprile".
Tra carte bollate, ricorsi e sanatorie sono passati 30 anni. Ecco le
tappe della storia del "Mostro di Fuenti", l’albergo sulla costa
di Vietri sul Mare definito nel 1972 da Antonio Cederna un "misfatto
ecologico esemplare":
- 5 Agosto 1968: il Comune di Vietri sul Mare concede la licenza edilizia,
la Sovrintendenza della Campania dà il nullaosta paesaggistico.
- L’edificio viene terminato nel 1971. Sempre nel 1971 Sovrintendenza
e Comune revocano il nullaosta. I provvedimenti sono confermati dal Consiglio
di Stato nel 1981.
- Con il condono del 1985 la proprietà chiede la sanatoria e dopo
varie peripezie la Regione dà parere favorevole, ma il Ministero
dei Beni Culturali annulla il nullaosta della Regione
- Il Tar della Campania nel 1992 conferma il parere del Ministero.
- Una sentenza del Consiglio di Stato del Dicembre 1997 sancisce la non
condonabilità dell’albergo. L’Hotel Fuenti è stato utilizzato
solo per i terremotati dell’Irpinia.
- La legge "nuovi interventi in campo ambientale" a Dicembre
1998 consente al Ministro dell’Ambiente di ordinare la demolizione.
- Il 19 Gennaio 1999 Edo Ronchi firma la diffida per abbattere il Fuenti.
Il Comune ha 90 giorni per avviare la demolizione.
- Il 21 Aprile prende il via la demolizione, fermata il giorno dopo dall’occupazione
del cantiere da parte di disoccupati del "Sindacato Azzurro".
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