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La Regione ferma le ruspe ad Agrigento
Chiesto l'intervento dei Ministri Melandri, Bordon e Nesi

"Siamo riusciti a migliorare significativamente la legge sulla tutela dell’area archeologica di Agrigento. Ma rimane vergognosa la norma votata dal parlamento di Sicilia che senza giustificazione sospende per 2 anni le demolizioni delle costruzioni abusive realizzate nella Valle dei Templi. Si tratta di un segnale gravissimo di connivenza e convivenza con gli abusivi che avrà come effetto solo quello di produrre ulteriore abusivismo".

Il disegno di legge "Norme di tutela e valorizzazione della Valle dei Templi di Agrigento" è divenuto legge e dei molti elementi negativi contro i quali Legambiente aveva già sollevato le sue critiche ne conserva uno centrale: lo stop alle ruspe nella Valle dei Templi.

"I Ministri Melandri, Bordon, e Nesi coerentemente con gli impegni assunti innanzi al Paese devono fare impugnare questa norma dal Commissario dello Stato innanzi alla Corte Costituzionale, perché si tratta di un’aperta violazione dei principi della Costituzione in materia di tutela del paesaggio, del rispetto del territorio, finanche dei poteri dello Stato e dell’autonomia legislativa di una regione a statuto speciale. Ci sembra particolarmente inaudito che queste norme di garanzia dell’abusivismo vengano approvate proprio nei giorni in cui l’abusivismo edilizio e la cattiva gestione del territorio sono nell’occhio del ciclone. A pochi giorni dai morti di Soverato ed in pieno disastro idrogeologico nel Nord Italia si dimostra uno spregio dei problemi ambientali del nostro Paese senza precedenti".

Nel solo 1999, secondo le stime elaborate dal Cresme per Legambiente, in Sicilia sono state costruite 5.690 nuove abitazioni illegali, per una superficie di 853.500 metri quadrati e un valore immobiliare di circa 770 miliardi di lire.

Nel periodo 1994-1999 (quello successivo al secondo condono edilizio) in Sicilia sono state realizzate 50.987 costruzioni abusive, per una superficie pari a 764 ettari, un controvalore di mercato di 6.883 miliardi di lire. Il cemento abusivo ha visto nel 1994 l’anno dei record con oltre 15.000 nuove costruzioni abusive, contro una media di periodo di circa 8.500 realizzazioni; è l’effetto dell’annuncio del condono che spinge l’industria dell’abusivismo ad intensificare gli sforzi, confidando nell’incapacità degli organi preposti al controllo di verificare la data effettiva di costruzione del manufatto.

Analizzando la produzione abusiva media annua nel triennio 1996-1998 su scala provinciale al primo posto troviamo la provincia di Palermo (1.260 costruzioni abusive), seguita al secondo posto da quella di Catania (1.181) e al terzo posto quella di Messina (1.059); chiude questa particolare classifica la provincia di Enna (359); - la classifica si ribalta se rapportiamo il numero medio annuo delle costruzioni abusive al numero delle famiglie residenti: è infatti la provincia di Enna a guidare la classifica, con 5,51 costruzioni abusive ogni 1000 famiglie, seguita dalla provincia di Ragusa (4,16) e da quella di Messina (4,11). Chiudono questa classifica le due provincia che erano ai primi due posti di quella precedente: Palermo (3,03) e Catania (2,97).

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