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Riserva Marina di Capo Rizzuto Costruzioni abusive con vista sulla Riserva Marina di Capo Rizzuto: dal 1998, anno in cui vennero censiti 57 manufatti illegali, "mattone selvaggio" ha colpito altre 18 volte per un totale di 75 casi (19 nel Comune di Crotone e 56 in quello di Isola Capo Rizzuto). Le costruzioni abusive sono state rilevate sia nel tratto del demanio costiero (16.000 metri cubi) che nella fascia di rispetto dei 30 metri dal limite demaniale (32.500 metri cubi) e si riferiscono a fabbricati, manufatti, piste, barriere frangiflutti, muri, scale, recinzioni, porticcioli e chi più ne ha più ne metta. Questi dati si riferiscono al censimento degli abusi edilizi effettuato dalla Capitaneria di Porto di Crotone nell’aria protetta e resi noti dal circolo "Ibis" di Legambiente di Crotone. Il cemento, distribuito su un’area residenziale, avrebbe risolto il problema della prima casa di 112 famiglie. Mentre nel resto d’Italia, si comincia ad invertire la tendenza in materia di abusivismo (il Rapporto Ambiente Italia registra negli ultimi dieci mesi 1.000 demolizioni), nella Riserva marina di Capo Rizzuto invece lo scenario rimane sempre lo stesso, gli abusi aumentano e la repressione non decolla. Il decantato modello di sviluppo basato sul turismo continua a convivere con lo scempio perpetrato ai danni della costa, si è arenato il proposito di rizonizzazione della grande Riserva. Insomma, se la Riserva Marina Capo Rizzuto, come tutte le aree protette, dovrebbe rappresentare un "marchio di qualità" per il territorio che lo ospita, a tutt’oggi sembra offrire solo delle ottime garanzie per l’edilizia abusiva, un evidente "valore aggiunto" agli eccellenti propositi di valorizzazione del patrimonio naturale, ambientale, storico, marino e costiero. |
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