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Direttiva Ue sulla politica
delle acque "L’accordo tra il Parlamento Europeo ed il Consiglio dei Ministri dell’Unione per una direttiva quadro per il regime delle acque nell’Ue segna una evidente battuta d’arresto nelle politiche dell’unione in materia ambientale". Così Mauro Albrizio, Resposabile Affari Europei di Legambiente, ha commentato l’accordo, sottolineando che sin qui il Parlamento europeo aveva sempre respinto le pressioni del Consiglio per abbassare gli standard comunitari di protezione sulle acque. "L’accordo, salutato dalla Wallstrom come storico - ha aggiunto Albrizio - rischia di rimanere memorabile solo per il far west che di fatto introduce, sostituendo a vincoli normativi precisi, deboli obiettivi di qualità che ogni Stato nazionale potrà declinare a suo piacimento. Lo scenario che si va profilando è quantomeno preoccupante: una direttiva dovrebbe avere, per essere effettivamente di garanzia al cittadino, un valore normativo vincolante, e dovrebbe indurre gli Stati membri a recepire un indirizzo forte". "La pressione del Consiglio sul Parlamento - ha concluso Albrizio - ha invece portato ad abbandonare l’approccio così detto dell’emissione zero, che dagli anni ‘80 aveva contraddistinto la politica delle acque nel continente per ridurre il numero di sostanze nocive colpite dalla vecchia direttiva sulle acque di superficie da 129 a 32". |
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