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Un comune su tre rischia
l'estinzione Un terzo dell’Italia rischia di sparire dalle carte geografiche. Un comune su 3 è infatti in pericolo di estinzione, 2.830 su più di 8.000, per la fuga della popolazione, l’invecchiamento precoce, la mancanza dei servizi pubblici essenziali o commerciali, la crisi economica. I "calimeri" d’Italia sono diffusi su tutto il territorio e a volte si tratta di comuni noti per turismo o vacanze come Moncenisio, Ussita, Opi (nel parco d’Abruzzo), Bomarzo, Pollica, Scilla ed anche Ustica. La mappa dell’Italia di un "Dio minore" che si invecchia, si spopola ed è poco competitiva è stata tracciata dalla ricerca "L’Italia del disagio abitativo" elaborata da Cresme per conto di Legambiente e Confcommercio. Nell’Italia che rischia di essere cancellata vive soltanto l’8,7% della popolazione con un reddito medio inferiore del 26% alla media nazionale; è laureato l’1,5% (3,6% la media nazionale); gli occupati nelle imprese private sono meno di un terzo della media nazionale, gli addetti del commercio il 3,9% e il maggior numero di comuni a disagio abitativo è in Molise 81,6%. Le aree del disagio sono state censite tenendo conto di 53 indicatori (dati strutturali e di popolazione, istruzione, assistenza sociale e sanitaria, commercio, turismo, ricchezza, ecc). L’analisi ha individuato 9 gruppi di comuni e tre di questi presentano preoccupanti caratteri di disagio insediativo: i comuni dell’impoverimento, quelli anziani, quelli statici. Quelli dell’impoverimento stanno soprattutto nelle isole, in Basilicata, Calabria e Campania e hanno una struttura economica in difficoltà con un reddito medio pro capite annuo di 15 milioni contro i 21 di media. Quelli anziani, caratterizzati dallo shock demografico, sono localizzati soprattutto nell’arco alpino e nell’appennino ligure; qui gli anziani costituiscono circa il 30% della popolazione contro il 15,3% di media nazionale. Quelli stagnanti, in cui tutti gli indicatori volgono al negativo, sono distribuiti invece in tutta Italia. Guardando la mappa regionale dei comuni del disagio si scopre che stanno anche in Calabria (77%), Basilicata (72,5%), in Abruzzo (60,7%), Liguria e Lazio (circa 48%). La regione a minore incidenza è il Veneto (8,1%), ma la ricerca avverte che in questi comuni vive solo l’1,3% della popolazione a dimostrare che lo spopolamento è già avvenuto. "Questa indagine - ha dichiarato Ermete Realacci, Presidente Nazionale di Legambiente - porterà ad una convenzione per valorizzare l’Italia minore". |
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