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Bacino del Po: metà dei Comuni a rischio
Quasi la metà dei Comuni a rischio idrogeologico elevato

Quasi metà dei Comuni del bacino del Po (il 49,8%) sono a rischio idrogeologico elevato o molto elevato, mentre solo il 10,8% appartiene alla classe di rischio moderato. Questa la fotografia del rischio scattata da Legambiente.

I Comuni interessati dalla classificazione del rischio sono 3.175, distribuiti tra Valle d’Aosta (74), Piemonte (1.209), Liguria (48), Lombardia (1.541), Emilia Romagna (216), Veneto (28), Trentino (59).

"Il piano di assetto idrogeologioco è bloccato dalla mole delle osservazione dei Comuni interessati dai provvedimenti - ha dichiarato Massimo Serafini, della Segreteria Nazionale di Legambiente - e tutte le opere di messa in sicurezza previste non sono neppure in cantiere".

"Non è possibile - ha sottolineato - di fronte a catastrofi annunciate come questa continuare ad assistere ai veti burocratici di quegli amministratori di comuni già individuati come a rischio".

"Una volta individuate e delimitate le aree a rischio, vanno poi attuate le norme di salvaguardia ed i vincoli che devono impedire la costruzione di case, capannoni o campeggi in quelle aree, incentivando inoltre la delocalizzazione".

"È stato ampiamente documentato il fatto che la vulnerabilità del bacino del Po dipende quasi esclusivamente da cause antropiche, dall’uso e gestione del territorio e dalle acque che lo percorrono; bisogna quindi restituire al fiume il territorio con le sue fasce di pertinenza fluviale; vietare l’escavazione in alveo e nelle aree golenali; incentivare il coltivatore a diventare il vero difensore del suolo".

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