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Cornigliano: l'altoforno deve chiudere
Inaccettabile qualsiasi marcia indietro sulla chiusura

"È inaccettabile qualsiasi ipotesi alternativa alla chiusura immediata dell’altoforno di Cornigliano. È gravissima l’idea di rinegoziare quello che ormai non doveva più essere messo in discussione".

Così Francesco Ferrante, Direttore Generale di Legambiente, e Stefano Sarti, Presidente di Legambiente Liguria, hanno commentato la notizia diffusa dal sottosegretario all’industria, De Piccoli: il Governo vuole convocare entro la fine di Settembre i firmatari dell’accordo di programma su Cornigliano (Ministero dell’Industria, Ministero dell’Ambiente, Regione, Comune, Provincia, azienda, sindacato) per verificare se siano ancora tutti d’accordo sulla chiusura dell’altoforno e contestualmente avviare le procedure per permettere la realizzazione del forno elettrico.

"Ribadiamo che è impossibile barattare lo stop dell’altoforno con il forno elettrico - hanno dichiarato Ferrante e Sarti - pare che tutti i soggetti interessati dalla vicenda abbiano dimenticato che solo il 29 Agosto, dopo una riunione di tutte le istituzioni interessate, il Ministro Bordon aveva annunciato solennemente che l’altoforno "doveva chiudere subito" e che il Governo non accettava questa pretesa di "contestualità". L’altoforno insomma deve chiudere subito. E non solo perché così era previsto dall’accordo di programma, ma soprattutto perché a Cornigliano i livelli di inquinamento (benzene e benzo(a)pirene) sono costantemente al di sopra dei limiti di legge. Confidiamo nel fatto che il Ministero dell’Ambiente non recederà dalla sua posizione di partenza e sottolineiamo positivamente la coerenza delle posizioni espresse dal Presidente della Regione Liguria, Biasotti".

Paradossali sono inoltre le modalità in cui si vorrebbe operare il passaggio altoforno - forno elettrico: si vogliono infatti utilizzare i soldi di una legge sulle bonifiche ambientali (la 426) che esclude esplicitamente ogni "lavorazione a caldo" (come è il forno elettrico) per una riconversione industriale regalando i soldi a Riva e continuando a inquinare i cittadini di Cornigliano.

"Non permetteremo questo scempio ambientale e del diritto - hanno aggiunto Ferrante e Sarti - continueremo la mobilitazione con i cittadini e utilizzeremo ogni strumento legale a disposizione in Italia e in Europa: il forno elettrico non si farà".

Legambiente critica anche l’atteggiamento assunto dal sindacato ligure sulla partita Cornigliano.

"Lo ricordiamo ancora "splendido" protagonista della battaglia di retroguardia all’Acna di Cengio - hanno detto ancora Ferrante e Sarti - Anche stavolta sposa acriticamente la posizione dell’azienda, che tra l’altro prevede esplicitamente la perdita di alcune centinaia di posti di lavoro. Complimenti. A Governo e Enti Locali ribadiamo invece di studiare e prendere seriamente in esame le proposte alternative in campo, che potrebbero salvaguardare insieme livelli occupazionali e salute dei cittadini e dei lavoratori".
 

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