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Eco-imprese in Campania Sono piccole e flessibili; hanno di solito da 6 a 10 dipendenti; puntano molto sull’informatica e prevedono di fare nuove assunzioni entro il 2001. Questo l’identikit delle imprese attive sul mercato ambientale della Campania censite da uno studio di Legambiente nell’ambito del "REAP", un progetto dell’Unione europea che coinvolge anche altre tre Regioni (Basilicata, Puglia e Calabria) e tre partner europei. L’indagine, realizzata da Legambiente Campania in collaborazione con l’istituto Isfoa, ha riguardato 220 aziende. Cinque i settori di intervento presi in esame: acqua, aree protette, bonifiche ambientali, difesa del suolo e rifiuti. Le eco-imprese soffrono però di vari handicap: il 70% non conosce le possibilità di finanziamento offerte da Ue, Stato e Regione e il 64% non investe nella formazione e denuncia troppa burocrazia. Ad ogni modo, si tratta di aziende ottimiste sul futuro del settore in cui operano (69%) e che prevedono nuove assunzioni in tempi brevi. I dati raccolti costituiranno il punto di partenza per la sperimentazione di un’Agenzia regionale di ecosviluppo, per coniugare la salvaguardia dell’ambiente e lo sviluppo economico della Regione. |
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