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Etichette e ingredienti transgenici
Obbligatorio segnalare quando superano l'1%

È entrata in vigore una norma che obbliga i produttori a segnalare in etichetta la presenza di ingredienti transgenici negli alimenti, quando superano l’1%.

"Pur essendo un passo avanti - ha dichiarato Francesco Ferrante, Direttore Generale di Legambiente - almeno per quanto riguarda il diritto dei consumatori ad essere informati e a scegliere di conseguenza i prodotti alimentari, l’attuale norma che regola l’etichettatura non modifica sostanzialmente niente e rimane eccessivamente permissiva".

"Tecnicamente oggi siamo in grado, attraverso idonee analisi di laboratorio, di scoprire la presenza di ingredienti geneticamente modificati quando questi superano appena lo 0,3% - ha aggiunto Ferrante - non si capisce allora perché, per legge, si debba continuare a considerare il limite "permesso" dell’1%. Niente di nuovo rispetto al passato quindi, anche perché per assicurare un controllo efficace su tutta la filiera è necessario estendere l’obbligo di etichettatura a chi fornisce le materie prime e alle industrie che le lavorano".

In attesa di un quadro legislativo più preciso Legambiente ha invitato le aziende produttrici e distributrici di alimenti a dichiarare con un’autocertificazione la loro volontà di non commercializzare alimenti contenenti Ogm. Molte aziende infatti hanno autonomamente deciso di svolgere controlli sui processi di produzione e selezionare di conseguenza anche i fornitori di alcuni ingredienti.

Questa è la filosofia base della campagna "Piatto Pulito" che, in pochi mesi, ha permesso di stilare una lista di aziende che si dichiarano Ogm free: dai biscotti per bambini alle caramelle senza zucchero, dalla pappa per Fido allo yogurt alla frutta, molte aziende e catene di distribuzione hanno dichiarato la loro volontà di non utilizzare Ogm negli alimenti.

"Per la prima volta in sei mesi di campagna - ha continuato Ferrante - abbiamo deciso di ritirare il nome di un’azienda dalla lista. Si tratta della Nestlè, che dopo aver dichiarato di non commercializzare in Europa alimenti contenenti ogm, era stata inserita nella lista. Dopo alcune indagini però, siamo venuti a conoscenza di un prodotto ancora regolarmente in vendita pur contenendo ingredienti modificati, e questo ha determinato la decisione di escludere l’azienda dalla lista di Piatto Pulito, anche perché si tratta di un alimento destinato ai neonati che invece dovrebbero essere la categoria maggiormente tutelata".

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