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Farine animali nel porto
di Ravenna
Oltre 2000 tonnellate alla banchina della Docs Cereali
Continua al porto di Ravenna l’arrivo di navi cariche di farine animali,
indicate da molti come causa della diffusione del morbo della mucca pazza.
Nei giorni scorsi la motonave Montania, proveniente dall’Irlanda e attraccata
alla banchina Docs Cereali del porto di Ravenna, ne ha sbarcato quasi certamente
più di 2000 tonnellate. Non ci sono elementi per sapere con certezza
quale sia l’origine di queste sostanze. Le uniche certificazioni di cui
i materiali scaricati dalla "Montania" dispongono escludono
che si tratti di carne di pollo, che provengano dal Belgio e che contengano
diossina. Per il resto si parla di "farina di carne ed ossa"
e non si precisa la provenienza iniziale. Voci ufficiose parlano di forti
quantitativi affluiti nelle ultime settimane (oltre 5000 tonnellate solo
negli ultimi 10 giorni). Per questo la Direzione Regionale di Legambiente
ha deciso di chiedere informazioni ufficiali all’autorità portuale
che ha il compito di autorizzare gli sbarchi.
Il Circolo Legambiente di Ravenna ha chiesto alle autorità cittadini
e alle strutture di controllo (Servizio di Igiene Pubblica della AUSL)
di verificare attentamente le caratteristiche di queste materie destinate
all’alimentazione animale. Per la cronaca nei giorni scorsi sarebbero state
rinvenute partite di farina di pesce contaminate da "botulino".
Questo secondo notizie giornalistiche che citavano come fonte gli organi
sanitari. Legambiente di Ravenna ha chiesto inoltre informazioni e il massimo
di trasparenza sulla destinazione dei materiali sbarcati negli ultimi tempi.
Si ha infatti la sensazione di una accelerazione nell’arrivo di farine
animali in previsione dei blocchi annunciati da diversi organismi governativi
nazionali ed europei.
"Non bastano annunci per abbassare il livello di allarme se
poi non ci sono provvedimenti concreti. Ed in attesa del divieto assoluto
dell’uso delle farine animali appare ancor più necessario evitare
ogni beffa vietandone la importazione e bloccandone la distribuzione e
il consumo. È necessario e urgente che le autorità sanitarie
locali, regionali, nazionali ed europee agiscano in modo urgente e coordinato
in questa direzione. Legambiente ritiene quindi necessario bloccare la
distribuzione delle farine scaricate e attualmente stoccate nei depositi
dell’area portuale e presso le successive destinazioni. Le strutture dell’associazione
situate in località sedi di probabili destinazioni delle farine
sono state invitate a rivolgersi alle autorità sanitarie locali
per ottenere un più stretto controllo degli alimenti destinati agli
allevamenti".
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