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Sigarette addizionate chimicamente
Cacao, zucchero e ammoniaca per aumentare le vendite

Il colosso americano Philip Morris e altre multinazionali del fumo addizionerebbero intenzionalmente le bionde con sostanze chimiche che aumentano la dipendenza da nicotina e favoriscono quindi l’espansione del mercato, schiavizzando i normali consumatori ed abbreviando i tempi di assuefazione per i fumatori alle prime armi. Alla vigilia dell’approvazione del ddl antifumo in Consiglio dei Ministri, Legambiente ha diffuso i risultati di uno studio internazionale sul tabacco.

"Valutiamo positivamente la nuova normativa in materia - ha commentato Francesco Ferrante, Direttore Generale di Legambiente - soprattutto ragionando sulle implicazioni sanitarie del tabagismo, sia quelle dirette sia quelle legate al fumo passivo. I divieti sono senz’altro utili, ma bisogna contestualmente stare attenti a non scatenare una sorta di guerra santa contro i fumatori. Accanto alle multe e ai divieti dunque tante informazione e una adeguata educazione al non fumo".

Legambiente auspica anche, a livello internazionale, una campagna per impedire alle multinazionali del tabacco di commercializzare sigarette fatte apposta per creare assuefazione. Secondo i dati di uno studio realizzato nel 1999 su 60 industrie da un gruppo di ricercatori inglesi dell’Imperial Cancer Research Fund, il tabacco contenuto nelle sigarette è anni luce lontano da quello che fumavano i nostri nonni: nelle sigarette d’oggi sono contenuti oltre 600 additivi chimici nuovi rispetto al 1971. La legislazione europea consente l’uso di composti chimici addizionali purché non tossici, ma finora non erano mai stati analizzati a fondo gli effetti di queste sostanze sul comportamento dei consumatori. Si scopre così che il cacao e lo zucchero vengono addizionati per rendere il tabacco appetibile anche ai bambini mentre l’ammoniaca per aumentare la velocità di assorbimento della nicotina da parte del corpo.

"Un comportamento delle multinazionali - ha concluso Ferrante - quanto meno irresponsabile, se non proprio criminale".

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