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"Mobilitebio"
a Genova Una grande mobilitazione pacifica, colorata e piena di contenuti per mettere in guardia sui rischi legati alle biotecnologie, in cui gli scontri sono stati del tutto marginali. Legambiente non ci sta alle immagine televisive mandate in onda per illustrare i contenuti delle manifestazioni di Genova che hanno trasformato una manifestazione pacifica in una serie di scontri. Quella andata in onda nelle immagini tv non è che un’infinitesima parte di quello che è successo. Oltre a preoccuparci delle manipolazioni genetiche in agricoltura e in altri campi della nostra vita dovremmo forse preoccuparci anche di alcune manipolazioni dell’informazione. Vogliamo che da Genova parta un messaggio di volontà di cambiamento e di non mettere il mercato al centro di tutto. "Una grande manifestazione combattiva e gioiosa - ha dichiarato Francesco Ferrante, Direttore Generale di Legambiente, presente alla manifestazione - che afferma la volontà delle persone di essere informate correttamente. Migliaia di cittadini sono scesi in piazza in modo pacifico, e nessuno si azzardi, nonostante qualche piccolo tafferuglio, a modificare il senso di questa giornata". Mobilitebio è stata l’occasione per attirare l’attenzione sul problema della diffusione incontrollata degli organismi geneticamente modificati, soprattutto nel settore agroalimentare. Gli studi relativi agli effetti sulla salute e sull’ambiente dell’uso e consumo di prodotti transgenici sono infatti ancora insufficienti. Spesso poi, quelli esistenti sono stati condotti dalle stesse multinazionali che producono e commerciano i semi transgenici. "Nessun monitoraggio, né nella fase di sperimentazione né in quella post-commercializzazione, è stato condotto sulla popolazione umana che fa uso di alimenti transgenici. In realtà, anche volendo, non sarebbe stato possibile realizzarlo, vista l’incertezza legislativa riguardo le norme sull’etichettatura nei Paesi extracomunitari produttori di piante transgeniche. Sempre più spesso però - ha continuato Ferrante - il forte incremento delle allergie viene collegato alla diffusione e al consumo di questi prodotti". |
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