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Ridurre del 50% dipendenza dal petrolio
Piano di Legambiente per tagliare la bolletta enegetica

Un piano per ridurre la dipendenza dell’Italia dal petrolio del 50% nel 2020, tagliando la bolletta energetica di 45.000 miliardi. Legambiente chiede di contrastare il caro-petrolio non con incentivi all’autotrasporto, sgravi fiscali e provvedimenti tampone, ma con un piano complessivo che punti all’innovazione di tutto il comparto energetico: dalle fonti rinnovabili alle centrali elettriche, dai trasporti all’edilizia, dall’industria alla razionalizzazione ed all’efficienza di elettrodomestici ed illuminazione.

"Il piano - ha dichiarato Ermete Realacci, Presidente Nazionale di Legambiente - dà una risposta a due esigenze: quella di ridurre la dipendenza dell’Italia dal greggio e quella di tagliare le emissioni di gas ad effetto serra, in crescita del 6% rispetto ai livelli del ‘90, il che fa apparire sempre più lontano l’obiettivo di riduzione del 6,5% al 2010 deciso a Kyoto".

Le azioni del piano prevedono politiche di svolta in tre direzioni: energie rinnovabili, uso razionale dell’energia, trasporti.

Energie rinnovabili

In questo settore Legambiente prevede di installare nei prossimi 20 anni 10.000 megawatt di turbine eoliche, portare rispettivamente a 0,3 ed a 0,9 metri quadrati per abitante gli impianti di energia solare fotovoltaica e termica. Per far decollare il settore Legambiente chiede di far partire il programma 10.000 tetti fotovoltaici e prendere esempio da Paesi come Germania, Austria e Spagna che hanno messo in campo meccanismi efficaci per promuovere le fonti pulite.

Trasporti

L’idea è quella di rovesciare l’attuale sistema basato tutto sulla strada. Si potrebbe iniziare spostando il 4% dei cittadini dall’auto privata al trasporto pubblico in 6 anni, trasferendo su ferro e via mare il 5% in più di merci, raffreddando la domanda di mobilità con il telelavoro ed i teleservizi.

Consumi domestici

Si punta ad abbattere questo tipo di consumi, attualmente elevatissimi (122 kwh/mq anno) rispetto alla media europea, portandoli per i nuovi edifici a 30 kwh e per quelli esistenti a 60 kwh. Questi obiettivi si possono raggiungere imponendo per legge un limite massimo per i consumi energetici unitari delle abitazioni.

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