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Una tassa per dormire sonni
tranquilli "Si dice spesso che le tasse tolgono il sonno agli italiani. Ecco, oggi è stata varata una misura fiscale che potrebbe invece regalare notti più tranquille a moltissimi cittadini. Pensiamo ad esempio a quei 21.050 cittadini, sono dati del Ministero dell’Ambiente, che vivono nelle aree limitrofe a Linate e che sopportano specie di notte il fracasso di un traffico aereo gestito male, per quanto riguarda il problema dell’inquinamento acustico. Una tassa sul rumore aereo potrebbe rivelarsi una misura efficace da questo punto di vista. Esiste già in altre realtà europee ed ha contribuito significativamente a migliorare la situazione. Speriamo funzioni anche in Italia". Con queste parole Roberto Della Seta, Portavoce Nazionale di Legambiente, ha commentato l’emendamento al collegato fiscale che introduce una tassa sull’inquinamento acustico degli aeroporti. Il problema dell’inquinamento acustico determinato dal traffico aereo negli scali è un problema da tempo al centro di molte vertenze locali, che hanno visto Legambiente in prima fila nel chiedere misure di risanamento e contenimento del rumore. Il problema del frastuono aereo è particolarmente percepito nelle ore notturne: sono 50.000 i voli notturni che ogni disturbano i cittadini italiani; 157 per notte sullo Stivale; 12 decollano ed atterrano a Palermo, 15 ad Orio, Catania e Malpensa. Fiumicino detiene il non invidiabile primato della molestia aerea: ogni notte i cittadini che vivono nell’area interessata dai voli sopportano 38 volte il viavai di vettori per lo più charter, postali o merci. |
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