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Sarno, la grande incompiuta
A due anni di distanza, una ricostruzione mai iniziata

Due anni sufficienti ad avere un monitoraggio completo dell’area dell’alluvione, di contro c’è una ricostruzione mai iniziata sul serio. Ritardi, opere inutili, tanto cemento, abusivismo e sprechi.

Legambiente ha presentato il dossier "Sarno, la grande incompiuta" nella ricorrenza del disastro che il 5 Maggio 1998 colpì i Comuni di Sarno, Siano, Bracigliano e Quindici.

Per la ricostruzione delle quattro aree di Sarno sono stati stanziati 800 miliardi che diventeranno 1000 secondo l’ultimo bilancio di previsione. Ma fino ad oggi sono stati realizzati interventi per solo 72 miliardi e riguardano le opere di prima fase, quella della canalizzazione delle acque. Rappresentano invece ancora un miraggio quelle opere riguardanti la messa in sicurezza della montagna e quella dei cittadini.

Il Presidente di Legambiente Campania, Ferdinando Di Mezza, ha denunciato la situazione di "abusivismo selvaggio".

"La cosa più grave - ha dichiarato Di Mezza - è che in quelle stesse aree dove il fango assassino ha travolto tutto, si continua indisturbati a costruire abusivamente case nella cosiddetta zona rossa. Insomma mentre nel resto d’Italia le ruspe abbattono gli ecomostri illegali, a Sarno il cemento selvaggio continua a farla da padrone".

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