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Il traffico in vetrina "Questa giornata è stata un’occasione per dire ai cittadini delle città italiane che il traffico infernale ed irrespirabile che devono affrontare nella loro vita quotidiana non è un problema serio. Si promette di bloccare il traffico e di offrire un servizio alternativo e pubblico per favorire la mobilità; in realtà si finisce a Roma come a Napoli, a Firenze come a Bologna per abbandonare la città, come tutti i giorni dell’anno, alla mobilità insostenibile. Con l’aggravante di farlo in un giorno in cui tutte le città d’Europa sono davvero chiuse alle auto private: una brutta figura di rilievo internazionale. Questa giornata è un’occasione persa, o forse persino una presa in giro per chi chiede città più vivibili e meno traffico". Con queste dure parole Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente, ha commentato la cattiva riuscita in molte città d’Italia de "La città senza la mia auto". La maggior parte dei sindaci ha chiuso al traffico porzioni ridottissime della città, spesso zone del centro che sono comunque chiuse nei rimanenti giorni della settimana e che vengono sorvegliate appena un po’ più severamente per questa occasione. Molte delle aree nominalmente chiuse sono in realtà aree "colabrodo", non sufficientemente controllate e perciò perforate da un traffico che anche in giorni come questi torna incontrollato ad assediare le città con le sue emissioni inquinanti. Divieti di accesso ridotti al minimo, servizi pubblici insufficienti, centri intasati; un’iniziativa, questa giornata europea contro il traffico, celebrata con un troppo manierismo e con poca sostanza. Ecco alcuni esempi di piccoli o grandi fallimenti nella lotta al traffico: Firenze: nell’orario tra le 8.00 e le 9.00 per attraversare la città da Campi Bisenzio a Piazza Gavinana si impiegava sui mezzi pubblici, come in ogni altro giorno della settimana, circa un’ora e trenta. Il solito traffico a rallentare i bus, il solito smog e frastuono. Genova: durante la mattina neppure un centimetro di città viene vietato alle auto. Si comincia solo dal pomeriggio e solo per le zone di piazza Fontane Marose, via Roma, via 25 aprile, piazza De Ferrari, un pezzetto di via XX settembre Palermo: centro veramente off limits; ma il mancato potenziamento del trasporto pubblico ed il mancato divieto di transito nelle zone più sensibili della periferia crea nella mattina un mega ingorgo intorno al centro della città, con la zona del Porto completamente in tilt Bologna: un’adesione "fantasma" a "La città senza la mia auto": unica iniziativa un biglietto per i mezzi pubblici che vale 24 ore. Il resto è solo traffico. Roma: a via Arenula si entra in centro sotto lo sguardo distratto dei vigili. Via Veneto, piazza Barberini, via Cavour: nessun divieto al traffico ed all’inquinamento Napoli: la città divisa in due: solo via Caracciolo ed Lungomare (a cui si aggiunge via Partenope nel pomeriggio) meritano di essere liberate dal traffico. Le zone difficili della città (la stazione, ad esempio) restano ostaggio degli ingorghi quotidiani Torino: un esempio dove le cose vanno molto meglio: tutto funziona
abbastanza bene. Eppure anche qui l’amministrazione non ha il coraggio
di chiudere al traffico un solo centimetro in più rispetto all’estensione
della ZTL. |
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