|
Valtellina: no a nuova Statale
38 No secco di Legambiente, Coldiretti Lombardia e Cipra (Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi) al progetto di nuova Statale 38 che secondo gli amministratori regionali e l’Anas dovrebbe collegare Colico a Bormio. Il progetto, da quasi 2000 miliardi (peraltro non ancora del tutto disponibili), è stato presentato a Sondrio nei giorni scorsi. Per ambientalisti e agricoltori è la peggior soluzione per risolvere i problemi di mobilità in Valtellina. "Con questa strada - hanno dichiarato Andrea Poggio, Presidente di Legambiente Lombardia, e Ruggero Spada di Legambiente Valtellina - una vera e propria highway a più corsie, la nostra maggiore valle alpina diventerà un corridoio stradale. Non sono queste le opere che favoriscono un turismo di qualità, adeguato alle risorse naturalistiche e culturali della Valtellina. Questa strada sembra un prolungamento di una tangenziale milanese. Bisogna invece mettere mano alla viabilità valtellinese, in particolare all’asse della attuale statale 38, con opere realizzabili in tempi brevi. Nel progetto non si affrontano i nodi più urgenti, come i "colli di bottiglia" di Delebio e Morbegno e il collegamento stradale con lo scalo merci di Tirano: interventi che si possono realizzare con moderati investimenti. La doppia corsia prevista, poi, non è giustificata dai dati di flusso veicolare." "Chiediamo, così come prevede la legge Merloni - hanno aggiunto - che venga al più presto convocata una conferenza dei servizi per coinvolgere nella discussione del progetto preliminare gli enti locali". Helmuth Moroder, Presidente di Cipra Italia, ha ricordato invece che la convenzione della Alpi, ratificata anche dall’Italia pochi mesi fa, stabilisce tra i suoi obiettivi quello di ridurre il traffico privato interalpino e transalpino. Una strada a quattro corsie produrrebbe effetti esattamente opposti. "Ampiezza e tracciato di questa strada - ha dichiarato Duccio Castellotti, Direttore di Coldiretti Lombardia - sono una minaccia per l’agricoltura di fondovalle. In particolare nella fertile piana di Morbegno prevediamo la chiusura di numerose attività agricole. Un simile scempio paesaggistico sarà poi sicuramente un pessimo biglietto da visita per la Valtellina che ha le carte in regola per diventare territorio di eccellenza della agricoltura alpina: basti pensare alla qualità e alla straordinaria diversità delle produzioni vinicole, casearie, di salumeria". |
|
|
|
© 2000 Legambiente Maquis |
||