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Abusivimo in Sicilia: ipotesi di sanatoria
Ogni ipotesi di condono determina il rilancio di nuovi abusi

"Combattere la mafia, puntare su uno sviluppo dell’Isola moderno e pulito, fare della legalità il motore dello sviluppo della Sicilia: un programma tanto lodevole quanto impegnativo quello del neopresidente della regione siciliana. Ma il suo primo annunciato atto di Governo va esattamente nella direzione opposta. Come ha più volte dimostrato Legambiente, l’abusivismo edilizio nel Mezzogiorno è gestito dalla criminalità organizzata. Sanare le case fuorilegge non vuol dire "riordinare" le coste, ma offrire su un piatto d’argento a chi ha devastato quel territorio la possibiltà di lucrare col mattone illegale".

Così Ermete Realacci, Presidente Nazionale di Legambiente - ha commentato le dichiarazioni rilasciate dal neopresidente della Regione Sicilia Cuffaro.

"La contraddizione - ha proseguito Realacci - è evidente. Non è possibile puntare ad un nuovo sistema di sviluppo riproponendo gli errori del passato o, peggio ancora, favorendo gli affari di chi di illegalità vive. Oltretutto è ampiamente provato che ogni ipotesi di condono determina un pesantissimo rilancio di nuovi abusi".

I dati raccolti in tal senso sono inequivocabili: nel quinquennio 1996-2000 sono state realizzate in Sicilia 29.737 case abusive (pari al 18,2% del totale nazionale) con un consumo di territorio di 446 ettari e un valore di mercato di oltre 4.014 miliardi di lire, che equivale a oltre 900 miliardi sottratti alle casse dello Stato. Miliardi che sarebbero potuti servire per dotare la Sicilia di tutte quelle opere necessarie allo sviluppo dell’isola (dalle ferrovie più efficienti ad una depurazione delle acque adeguata, alla ristrutturazione della rete acquedottistica attualmente ridotta ad un colabrodo). Solo nell’ultimo anno in Sicilia le costruzioni abusive realizzate sono state 4.780 per una superficie di 717.000 metri quadrati e un valore complessivo di mercato stimato in 645 miliardi di lire.

Solo la "cura delle ruspe", con i primi abbattimenti a Catania (Oasi del Simeto), a Palermo (Pizzo Sella), e quelli imposti al Prefetto di Agrigento, ha funzionato come ottimo strumento di prevenzione, determinando nel periodo 1998-2000 una diminuzione delle nuove costruzioni illegali pari al 20%, impedendo la costruzione di ben 1.198 nuovi edifici abusivi.

"Solo annunciare un condono - ha concluso Realacci - fa riesplodere l’abusivismo. Chiediamo quindi a Cuffaro di smentire l’ipotesi di una nuova sanatoria o lo riterremo responsabile dei nuovi abusi che eventualmente nasceranno in questi giorni".

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