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Sicilia, rivedere ddl riordino delle coste
Rischia di pregiudicare lo sviluppo sostenibile dell'isola

Il disegno di legge sul riordino delle coste, messo a punto dall’Assessorato regionale al Territorio "rischia di pregiudicare per sempre la possibilità di uno sviluppo sostenibile in Sicilia".

Questo il giudizio di Legambiente Sicilia che durante una conferenza stampa tenutasi a Palermo ha ribadito la ferma contrarietà alla modifica del vincolo di inedificabilità assoluta nei primi 150 metri dalla battigia, preannunciando anche un eventuale ricorso alla Corte Costituzionale, e ha lanciato una serie di proposte che mirano a coniugare la difesa dell’ambiente con la possibilità di realizzare nuovi insediamenti turistico-alberghieri.

"La sintesi di queste due esigenze, che solo in apparenza sembrano inconciliabili - ha dichiarato Giuseppe Arnone, della segreteria nazionale di Legambiente - potrebbe essere costituita da una norma che preveda l’immediata acquisizione al patrimonio pubblico delle costruzioni abusive e ne preveda il riutilizzo in situ da parte di quegli imprenditori che vorranno realizzare strutture ricettive sulla fascia costiera".

Per quanto riguarda lo stop alle demolizioni degli immobili abusivi, Legambiente Sicilia propone invece un emendamento che preveda uno snellimento delle procedure, superando tutta una serie di passaggi burocratici, in modo da consentire l’immediato abbattimento da parte dei Comuni.

"Le leggi di sanatoria - ha concluso Arnone - non hanno ottenuto fino ad oggi alcun risultato in termini di risanamento ed hanno di converso rilanciato l’abusivismo edilizio. Perchè oggi dovrebbe andare diversamente?".

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