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Più controlli e chiarezza per gli alimenti
Puntare sui prodotti tipici e sull'agricoltura biologica

L’agricoltura biologica e la valorizzazione dei prodotti tipici sono le migliori risposte all’esigenza dei consumatori di ottenere dal mondo della produzione alimentare maggiori controlli e più chiarezza nelle informazioni.

"L’agricoltura biologica - ha dichiarato Ermete Realacci, Presidente Nazionale di Legambiente - è un modo produttivo per incrociare tipicità e qualità ambientale, per legare gusto e valorizzazione del territorio. E anche, perchè no, per offrire una risposta forte all’illegalità e alle frodi che si sono verificati anche in questo settore. Proprio l’importanza della qualità va sottolineata con decisione. Qualità economica, perchè le ricadute virtuose di questo settore sulle economie locali sono molte e valorizzano quell’intreccio di saperi e sapori che contraddistingue il Belpaese. Qualità sanitaria, perchè è la miglior risposta alla zootecnia che produce la mucca pazza e i polli alla diossina o all’agricoltura tutta pesticidi e sostanze chimiche. Ma parliamo anche di qualità enogastronomica".

D’altronde prima ancora dei produttori sono i consumatori a decretare il successo del biologico, scelto per la sicurezza (51%), la curiosità (22%) e la certezza che fa bene alla salute (22%).

"Ma si deve senz’altro fare di più - ha continuato Realacci - il Governo deve cioè legiferare affinchè questa espansione spontanea sia favorita, incentiva, valorizzata, così come è necessario approntare nuove forme di tutela per tutti quei prodotti tipici tradizionali che costituiscono un altro esempio dello straordinario patrimonio che l’Italia custodisce. Un patrimonio creato dall’intreccio di natura e cultura, antiche tradizioni ed equilibrio ambientale e territoriale presenti in tante produzioni tipiche. Un patrimonio che va valorizzato e difeso con forza contro i rischi di una crescente omologazione delle produzioni".

Che L’Italia abbia già deciso di voler affrontare questa sfida è dimostrato dal fatto che la superficie di coltivazioni biologiche nel Belpaese è passata dal 1985 al 1999 da 5.000 ettari ad 1 milione di ettari (una estensione pari a quella delle Marche ed equivalente al 6,5% del territorio coltivato in Italia). Oggi il 30% del biologico europeo è italiano. Le aziende del settore sono passate da 600 nel 1985 alle oltre 50mila del ’99. Così pure è cresciuta l’attenzione della grande distribuzione: il 100% dei supermercati presenta lo scaffale dei prodotti biologici.

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