|
Ambiente Italia 2001, un
paese in bilico Dal 1970 a oggi l’estensione della rete stradale è cresciuta di circa il 22%, quella autostradale del 70%, mentre i chilometri di ferrovia sono addirittura diminuiti (da 16.073 a 15.986). In compenso, nell’ultimo decennio è quadruplicata la superficie di territorio protetta, e tra il ‘93 e il ‘99 vi è stata una vera e propria esplosione dell’agricoltura biologica (gli ettari coltivati senza fertilizzanti e pesticidi erano 70.000 otto anni fa, oggi sono diventati oltre 600.000). È davvero un Paese in bilico l’Italia disegnata da "Ambiente Italia 2001", rapporto annuale di Legambiente giunto alla dodicesima edizione. Nei cento indicatori di "Ambiente Italia 2001" è racchiuso tutto il meglio ed il peggio che offre il nostro Paese sul piano della qualità dell’ambiente. La parte monografica è invece dedicata a un approfondimento sul tema dell’ecosistema urbano: le città sono infatti l’anima dell’Italia, il segno più forte della sua identità e una sua risorsa impareggiabile. E sono anche un concentrato di problemi ambientali, dunque un crocevia obbligato per politiche idonee a uno sviluppo innovativo. È d’obbligo cominciare dai trasporti, autentica "maglia nera" in un’ideale classifica delle performance ambientali. Attualmente l’automobile assorbe quasi l’80% di tutti gli spostamenti dei passeggeri, lasciando agli altri mezzi di trasporto le briciole: 6% per il treno, 4% per aereo e nave, 1% in bicicletta e - nelle aree urbane - 11% a bordo di bus, tram e metro. Le cose vanno maluccio anche in tema di energia e di emissioni dannose per il clima. Il fallimento della Conferenza dell’Aja ha evidenziato l’incapacità dei Governi di mettere in campo politiche moderne e innovative per porre un freno all’aumento dell’effetto serra. Quanto all’Italia, da noi le emissioni di CO2, il principale "gas serra", dovrebbero diminuire del 6,5% entro il 2010 rispetto ai livelli del ‘90, e invece fino ad oggi sono addirittura cresciute di oltre il 6%, soprattutto a causa dei consumi energetici nel settore dei trasporti aumentati del 18%. Al palo anche le energie rinnovabili: in Italia ci sono appena 0,4 metri quadrati di pannelli solari installati per abitante (17,5 in Austria, 15,2 in Grecia, 5,1 in Germania, 2,6 in Danimarca) e 277 MW di energia eolica contro i 4.442 della Germania, i 1.812 della Spagna, i 1.738 della Danimarca. Notizie contraddittorie da altri fronti importanti, come i rifiuti e l’agricoltura. La produzione di spazzatura è stata nel 1998 (ultimo anno per il quale è disponibile il dato complessivo) di circa 26,8 milioni di tonnellate (466 chili a testa ogni anno), con un aumento rispetto alla quantità stimata nel 1997 di circa l’1% e di circa il 3,3% sul 1996. Cresce però anche la raccolta differenziata dei rifiuti: nell’ultimo decennio è passata dallo zero per cento (all’inizio degli anni ‘90 era poco più di un esperimento) all’11,2%. Detto della "esplosione" dell’agricoltura biologica, vanno però sottolineati altri due dati assai meno incoraggianti: resta altissimo il consumo di fertilizzanti (1,8 milioni di tonnellate all’anno), e l’Italia insieme alla Francia è il Paese europeo in cui nel 1999 è stato effettuato, sia pure per scopi sperimentali, il maggior numero di rilasci nell’ambiente di organismi geneticamente modificati (circa il 16% dei rilasci europei di piante modificate e circa il 31% dei rilasci di microrganismi). |
|
|
|
© 2001 Legambiente Maquis |
||