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Asinara, no alla riapertura
del carcere La proposta fatta in Commissione Giustizia dal Ministro Roberto Castelli di riaprire il carcere dell’Asinara per risolverne i problemi ambientali, ha suscitato la protesta di Legambiente Sardegna che ha contestato le affermazioni del guardasigilli, preoccupato per l’incolumità degli asinelli bianchi. Legambiente Sardegna ha ricordato al Ministro che sull’isola dell’Asinara è stato istituito un Parco nazionale che ha ereditato una pesante situazione di degrado ambientale causata specificamente dalla precedente attività carceraria. "I residui dannosi e pericolosi lasciati dalla presenza della struttura carceraria - ha dichiarato Vincenzo Tiana, Presidente di Legambiente Sardegna - hanno costretto il Parco a stanziare ingenti finanziamenti per rendere l’isola fruibile ai visitatori in maniera soddisfacente e priva di pericoli. Queste considerazioni sono state confermate dopo un sopralluogo effettuato dal nostro Presidente Nazionale, Ermete Realacci". Secondo Tiana le potenzialità naturalistiche dell’isola dell’Asinara sono enormi e lo stato di protezione della fauna selvatica è ottimo. Gli asinelli bianchi non correrebbero affatto il rischio, come sarebbe stato affermato dal Ministro Castelli, di essere sbranati dai cinghiali. "Pur esistendo ancora problemi da risolvere - ha concluso Tiana - il superamento delle difficoltà attuali passa per il potenziamento delle strutture del parco nazionale e non per la sua cancellazione". |
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