|
Bonn, un passo avanti e
due indietro "Un passo avanti e due indietro, c’è la volontà, non molto forte a dire il vero, di andare avanti nonostante gli Stati Uniti, ma nello stesso tempo ci sono fortissime concessioni proprio alla linea Usa e a quella di altri Paesi contrari alle misure necessarie a ridurre il riscaldamento del pianeta. Contestualmente è stata profondamente svuotata quella serie di meccanismi (sanzioni e meccanismi di contenimento delle emissioni) prevista dal trattato del 1997". Legambiente ha commentato così il compromesso raggiunto a Bonn nella conferenza internazionale sul clima. Il segnale arrivato da Bonn è chiaro: Europa e comunità internazionale sostengono il protocollo di Kyoto, ma in maniera molto timida, mentre dall’altra parte Bush dimostra di essere fedele ai suoi grandi elettori industriali garantendogli il diritto di inquinare. Le concessioni fatte a Giappone e Russia sono "pesanti" (la possibilità di utilizzare eccessivamente i cosiddetti sink, l’ambigua dichiarazione contro l’utilizzo dell’energia nucleare, l’assenza di veri meccanismi di "compliance", ovvero tutto il sistema di controllo della corretta attuazione degli impegni assunti), ma l’obiettivo raggiunto è ben chiaro: da oggi è possibile arrivare all’appuntamento di Johannesburg dell’anno prossimo con un trattato in vigore. "Un’occasione comunque persa perchè come dimostra il caso della Germania, le politiche necessarie a conseguire gli obiettivi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica contenute nel protocollo non portano soltanto vantaggi ambientali, ma rappresentano anche una spinta formidabile per modernizzare il sistema energetico e l’intero sistema industriale, nonchè per ridurre la dipendenza di Paesi come l’Italia dalle importazioni di petrolio". "L’Europa a Bonn - ha dichiarato Ermete Realacci, Presidente Nazionale di Legambiente - ha accettato compromessi pesantissimi per poter assumere un impegno vincolante per una rapida ratifica del Protocollo di Kyoto. Gli Stati Uniti, tirandosi indietro, hanno invece reso ancora più evidente che nel mondo industrializzato si contrappongono due diverse idee di futuro: una, impersonata dal Presidente Bush, per la quale la qualità ambientale e sociale non deve condizionare il modello di sviluppo; l’altra, che s’identifica con l’Europa, che dovrebbe progettare un futuro nel quale il benessere economico sia fortemente incardinato sui valori della qualità dell’ambiente, della coesione sociale, del diritto di tutti i popoli a decidere del proprio destino". |
|
|
|
© 2001 Legambiente Maquis |
||